
Assofarm accoglie con favore gli esiti del Tavolo sulla spesa farmaceutica: la riclassificazione delle glifozine genera risparmi e rafforza il ruolo territoriale delle farmacie.
"Oltre ai risparmi generati per la sanità pubblica, fatto già di per sé importante, crediamo che la riclassificazione delle glifozine sia un passo in avanti verso un Ssn sempre più vicino al quotidiano dei nostri concittadini". Con queste parole il segretario generale di Assofarm, Francesco Schito, commenta gli esiti della riunione del Tavolo tecnico per il monitoraggio della spesa farmaceutica.
Al centro del confronto, il passaggio di una classe di farmaci anti-diabetici – gli inibitori SGLT2 – dagli acquisti diretti alla distribuzione convenzionata nelle farmacie territoriali. Una scelta che, secondo i dati illustrati nel corso del Tavolo, ha prodotto nel trimestre settembre-novembre 2025 un risparmio di 9,2 milioni di euro, con una proiezione annua stimata in circa 36,5 milioni.
Non solo risparmi: il nodo della prossimità
Per Assofarm, tuttavia, il punto non è solo economico. La riclassificazione viene letta come un tassello di una strategia più ampia di rafforzamento della prossimità delle cure.
"Il passaggio dalla Dpc alla distribuzione convenzionata evolve il farmacista da semplice dispensatore del farmaco a vero e proprio consulente specialistico del cittadino", afferma il presidente Luca Pieri. Un cambio di prospettiva che valorizza la rete capillare delle farmacie comunali e il loro ruolo nel supporto ai pazienti cronici.
La richiesta ad Aifa: estendere il modello
Alla luce dei risultati ottenuti con le glifozine, Assofarm sollecita ora l’Agenzia italiana del farmaco a dare seguito a quanto previsto dalla legge 213/2023, definendo quali ulteriori farmaci possano transitare dal canale degli acquisti diretti alla distribuzione convenzionata.
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla sostenibilità della spesa farmaceutica e sull’equilibrio tra ospedale e territorio, con il Tavolo tecnico che ha ribadito la necessità di monitoraggio costante e programmazione.
La partita, quindi, non riguarda soltanto una classe terapeutica ma il modello organizzativo della distribuzione del farmaco nel Servizio sanitario nazionale. E, indirettamente, il ruolo che la farmacia territoriale è destinata ad assumere nei prossimi anni.
Il presidente Fnomceo: se il cittadino è costretto alla libera professione per mancanza di accesso nel pubblico, la responsabilità è del sistema.
Retribuzioni inferiori alla media europea, affitti fino al 60% del reddito e domande universitarie in calo. Nursing Up: “Senza infermieri non c’è futuro per il Ssn”.
Dopo i rilievi del ministro Schillaci, il sottosegretario invoca un confronto istituzionale con i vertici Aifa. Sullo sfondo il nodo governance e il ruolo crescente delle farmacie nella distribuzione convenzionata.
Il sindacato chiede una selezione pubblica unica per dipendenti Ssn e universitari nelle aziende ospedaliero-universitarie. Anche la Conferenza delle Regioni sollecita più trasparenza.
Screening (6.275) e monitoraggio all’aderenza terapeutica (824) i più richiesti
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