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Spesa farmaceutica, Gemmato chiede un tavolo con Aifa. La partita si sposta sulla governance

Aifa Redazione DottNet | 13/02/2026 10:24

Dopo i rilievi del ministro Schillaci, il sottosegretario invoca un confronto istituzionale con i vertici Aifa. Sullo sfondo il nodo governance e il ruolo crescente delle farmacie nella distribuzione convenzionata.

La tensione tra Ministero della Salute e Agenzia Italiana del Farmaco si arricchisce di un nuovo passaggio politico.

Dopo la lettera con cui il ministro Orazio Schillaci ha chiesto chiarimenti sull’andamento della spesa farmaceutica e sui profili di governance, il sottosegretario Marcello Gemmato ha dichiarato la necessità di una "convocazione immediata di un tavolo di confronto con i vertici dell’Aifa".

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La richiesta, formalmente improntata alla trasparenza e al coordinamento istituzionale, arriva però in un contesto in cui lo sforamento dei tetti di spesa e le preoccupazioni delle Regioni hanno riportato al centro il tema del controllo politico sull’Agenzia.

Gemmato sottolinea come il ministro, fino ad oggi, non avesse espresso rilievi critici sull’operato dell’Aifa, i cui vertici sono stati nominati dallo stesso dicastero. Proprio per questo, afferma, appare opportuno un chiarimento "tempestivo e istituzionale" per condividere numeri, analisi e prospettive.

Il passaggio non è neutro. La convocazione di un tavolo significa riportare il confronto in una sede formalmente istituzionale dopo giorni in cui il dibattito si è sviluppato attraverso dichiarazioni e lettere rese pubbliche.

Il nodo della governance

Il punto non riguarda soltanto l’andamento della spesa. Dietro la richiesta di confronto si intravede il tema più ampio della governance dell’Aifa e del rapporto tra indirizzo politico e gestione tecnica. La questione è delicata: l’Agenzia ha un ruolo regolatorio indipendente, ma opera dentro un perimetro definito dal Ministero e in costante interlocuzione con il Mef e le Regioni.

In questo equilibrio, lo sforamento dei tetti di spesa diventa terreno di verifica non solo dei conti, ma anche della tenuta del modello decisionale.

La posizione di Gemmato può essere letta come un tentativo di ricondurre il conflitto a una dialettica istituzionale ordinata, evitando che lo scontro si trasformi in un logoramento pubblico dei vertici dell’Agenzia.

Il ruolo delle farmacie e la riclassificazione delle glifozine

Nel frattempo, sul piano operativo, il Ministero rivendica risultati sul fronte della distribuzione dei farmaci.

Il trasferimento di una classe di antidiabetici, le glifozine, dal canale degli acquisti diretti alla distribuzione convenzionata in farmacia avrebbe generato – secondo i dati comunicati al Tavolo tecnico di monitoraggio – un risparmio di 9,2 milioni di euro in un trimestre, con una proiezione annua superiore ai 36 milioni.

Su questo punto si sono espressi sia Federfarma sia Assofarm, sottolineando il doppio effetto della misura: contenimento della spesa e rafforzamento della sanità di prossimità.

Il passaggio non è solo tecnico. Spostare farmaci dal canale ospedaliero a quello convenzionato ridefinisce equilibri economici e professionali, rafforza il ruolo delle farmacie territoriali e si inserisce in una strategia che punta a coniugare accessibilità e controllo dei costi.

È anche in questo quadro che si comprende la centralità della partita Aifa. La regolazione dei farmaci, la loro classificazione e il monitoraggio della spesa sono strumenti non solo sanitari ma politici. Ancor più pensando al 2026 come ultimo anno in vista delle prossime elezioni politiche.

Una partita aperta. Ma cosa si vince?

Il tavolo chiesto dal sottosegretario rappresenta ora il prossimo passaggio. Se sarà un momento di chiarimento tecnico o l’inizio di una revisione più profonda degli assetti di governance dipenderà dall’esito del confronto e dalla capacità delle istituzioni di evitare che il tema della spesa farmaceutica si trasformi in uno scontro permanente.

Per ora, il segnale è chiaro: la questione non riguarda soltanto i numeri, ma l’equilibrio tra politica e regolazione in uno dei settori più sensibili del Servizio sanitario nazionale.

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Assofarm accoglie con favore gli esiti del Tavolo sulla spesa farmaceutica: la riclassificazione delle glifozine genera risparmi e rafforza il ruolo territoriale delle farmacie.

Il passaggio delle glifozine dalla distribuzione diretta alla convenzionata genera risparmi per 36,5 milioni l’anno. Una scelta che incide in una fase delicata per la governance del farmaco.

Dopo la lettera del Ministro, il sottosegretario apre alla valutazione della governance. La scelta di rendere pubbliche le missive cambia il piano del confronto.

Federfarma: sindacati non disponibili a rivedere le richieste sul rinnovo del contratto. Procedura di raffreddamento conclusa senza accordo.

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