
Federfarma: sindacati non disponibili a rivedere le richieste sul rinnovo del contratto. Procedura di raffreddamento conclusa senza accordo.
Si complica il rinnovo del contratto dei dipendenti delle farmacie private. Federfarma ha annunciato che la procedura di raffreddamento prevista dalla normativa si è conclusa con esito negativo, dopo l’incontro dell’11 febbraio con le organizzazioni sindacali.
Le proposte economiche sul tavolo
Secondo la federazione dei titolari, nel corso dell’incontro è stata confermata la disponibilità a proseguire il confronto sulle proposte formulate il 4 febbraio scorso. Tra queste, aumenti retributivi pari a 200 euro per i farmacisti al I livello, 130 euro per i dipendenti non farmacisti, oltre a un elemento di garanzia di 20 euro per tutti in attesa dell’avvio della contrattazione integrativa di secondo livello.
Le organizzazioni sindacali, riferisce Federfarma, non avrebbero però manifestato apertura rispetto alle richieste iniziali, subordinando la ripresa del negoziato alla presentazione di una controproposta che preveda un ulteriore incremento degli aumenti già indicati.
Raffreddamento negativo e impatto sulle trattative
"La procedura di raffreddamento è stata esperita con esito negativo", si legge nella nota. Secondo la federazione, il mancato accordo comporta il rinvio della prosecuzione delle trattative e ritarda la possibilità per i dipendenti di beneficiare delle nuove condizioni economiche e dei vantaggi fiscali previsti dalla legge di bilancio 2026.
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali delle organizzazioni sindacali. Il confronto resta quindi aperto, in attesa di una possibile ripresa delle trattative.
Contratto e ruolo delle farmacie nel sistema sanitario
Il rinnovo contrattuale interviene in una fase in cui le farmacie sono sempre più coinvolte nei servizi sanitari territoriali, dalla prevenzione alla telemedicina, fino al supporto nella gestione delle cronicità. In questo contesto, la definizione di un nuovo equilibrio tra sostenibilità economica delle imprese e valorizzazione professionale dei dipendenti assume una dimensione che va oltre il negoziato salariale, incidendo sulla tenuta organizzativa di un presidio che negli ultimi anni ha assunto un ruolo crescente nel Servizio sanitario nazionale.
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