
Proposta economica giudicata insufficiente dai sindacati. Annunciata la ripresa della mobilitazione con assemblee e sciopero.
Nessuna novità sul fronte del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie private. Il confronto tra i sindacati e la controparte datoriale si è infatti nuovamente interrotto, con una distanza che, secondo le organizzazioni dei lavoratori, resta significativa soprattutto sul piano economico.
A riferirlo sono Filcams-Cgil e Uiltucs, che giudicano insufficiente la proposta avanzata da Federfarma. Al centro della contestazione c’è l’incremento salariale proposto, pari a 130 euro, accompagnato da un ulteriore aumento di 70 euro previsto esclusivamente per farmaciste e farmacisti laureati, con l’esclusione del personale non laureato.
Secondo i sindacati, inoltre, sarebbero stati proposti 20 euro per l’elemento economico di garanzia, una cifra che "risulta così inferiore al valore della contrattazione integrativa regionale in vigore". Nel complesso, spiegano Filcams-Cgil e Uiltucs, "la sommatoria dei diversi elementi economici risulta molto distante dal valore del recupero dell’inflazione registrata e non apporterebbe un miglioramento significativo al potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori".
"Nessun accordo su professionalità e nuovi servizi"
Il confronto però nn è esclusivamente economico. Resta infatti aperto anche il tema della professionalità e dei nuovi servizi, un punto di importanza fondamentale nell’ambito dell’evoluzione del ruolo delle farmacie sul territorio. Su questo fronte, affermano le organizzazioni sindacali, non sarebbe stato raggiunto un accordo, in particolare per quanto riguarda lo svolgimento delle nuove attività "all’interno dell’indennità sanitaria", che Federfarma considererebbe obbligatorie.
"Riparte la mobilitazione"
Alla luce di questo rinnovato stallo, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno annunciato la ripresa del percorso di mobilitazione. "L’ennesima proposta economica inadeguata avanzata da Federfarma in sede negoziale ci vede costretti a riavviare il percorso di mobilitazione", dichiarano, precisando che il calendario prevede un’assemblea nazionale il 17 febbraio, assemblee territoriali e una valutazione congiunta di ulteriori giornate di sciopero, in data da definire.
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