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Glifozine in farmacia, 9,2 milioni di risparmi. La partita dei canali nella spesa farmaceutica

Il passaggio delle glifozine dalla distribuzione diretta alla convenzionata genera risparmi per 36,5 milioni l’anno. Una scelta che incide in una fase delicata per la governance del farmaco.
Farmaci

Il trasferimento di una classe di farmaci antidiabetici, le cosiddette glifozine (SGLT2 inibitori), dal canale degli acquisti diretti alla distribuzione convenzionata in farmacia avrebbe generato un risparmio di 9,2 milioni di euro nel trimestre settembre-novembre 2025. La proiezione su base annua è pari a circa 36,5 milioni di euro.

Lo ha riferito il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato nel corso della riunione del Tavolo tecnico per il monitoraggio della spesa connessa alla dispensazione dei farmaci del Servizio sanitario nazionale, a cui partecipano Ministero della Salute, MEF, Agenzia Italiana del Farmaco, Conferenza Stato-Regioni e rappresentanze delle farmacie.

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"Da due anni abbiamo avviato quella che definisco una ‘rivoluzione gentile’, grazie al passaggio di alcuni farmaci per malattie croniche dalla gestione delle farmacie ospedaliere a quelle sotto casa: un intervento capace di migliorare concretamente l’accesso alle cure per i cittadini, rafforzando il principio di prossimità", ha dichiarato Gemmato.

Cosa cambia con il passaggio di canale

Il trasferimento dalla distribuzione diretta a quella convenzionata non è solo un tema organizzativo. Incide sulla collocazione della spesa nei diversi tetti previsti dalla normativa.

Gli acquisti diretti – che comprendono i farmaci distribuiti dalle strutture ospedaliere – sono storicamente il capitolo più esposto allo sforamento. Spostare alcune terapie croniche verso la convenzionata significa alleggerire quel comparto e redistribuire il peso sulla spesa territoriale.

Nel caso delle glifozine, farmaci ampiamente utilizzati nella gestione del diabete e sempre più rilevanti anche in ambito cardiovascolare e nefrologico, la scelta comporta un doppio effetto: maggiore accessibilità per i pazienti e rimodulazione dell’impatto sui conti.

Secondo il sottosegretario, "questi risultati confermano che è possibile coniugare una migliore presa in carico dei pazienti con il contenimento della spesa farmaceutica, attraverso una programmazione più efficace".

Il contesto della spesa e della governance

L’annuncio arriva in una fase in cui il tema della spesa farmaceutica è al centro del confronto istituzionale, con richieste di chiarimenti e verifiche sull’andamento dei tetti e sulle metodologie di monitoraggio.

In questo scenario, la presentazione di un risultato economico concreto sposta l’attenzione su uno strumento operativo: la gestione dei canali distributivi come leva di governo della spesa.

Non si tratta solo di una misura tecnica. È anche un segnale su quale possa essere l’approccio al contenimento dei costi: intervenire sull’organizzazione e sulla programmazione, oltre che sui meccanismi di controllo.

La partita della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, richiamata dallo stesso Gemmato come obiettivo da perseguire "nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica", si gioca anche su questi aggiustamenti strutturali. In un sistema sotto pressione, la distribuzione dei farmaci diventa uno degli strumenti attraverso cui si misura la capacità di governo del comparto.

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