
Testa: “Serve uno straordinario investimento nel territorio prima che della medicina di famiglia rimangano solo le ceneri.”
Un passo importante, ma da solo non sarà sufficiente a risolvere la crisi del Servizio Sanitario Nazionale. Non possiamo limitarci a concentrarci sugli ospedali, quando il vero collasso rischia di avvenire sul territorio, a causa della carenza di medici di medicina generale e delle pessime condizioni di lavoro che rendono la professione sempre meno attrattiva”. Angelo Testa, presidente nazionale Snami, commenta così, in una nota, il piano del Governo per l’assunzione di 30.000 medici e infermieri. “I Medici di Medicina Generale, già sovraccarichi di lavoro e di burocrazia -continua Federico Di Renzo, addetto stampa nazionale Snami - sono al collasso, senza alcun riconoscimento adeguato nonostante per la salute collettiva siano fondamentali e insostituibili.
Schillaci spinge per all'avvio delle Case di Comunità entro la scadenza PNRR. Le riforme più profonde vengono rinviate a una fase successiva. Con l’incognita campagna elettorale 2027
Liste d'attesa, agende chiuse, difficoltà con MMG, assistenza domiciliare frammentata e Case di Comunità ancora poco operative: il Rapporto PIT mostra perché una riforma resta necessaria.
Archiviato il progetto Schillaci, restano aperti i temi che avevano portato alla riforma: personale, finanziamenti, Case di Comunità e futuro della medicina territoriale.
Stop al progetto che prevedeva il passaggio alla dipendenza per una parte dei medici di famiglia e la presenza obbligatoria nelle Case di Comunità. Si lavora ora a una soluzione negoziale.
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono un confronto urgente con Governo e Regioni. Al centro lo stallo del rinnovo contrattuale nella sanità privata e nelle Rsa.
Il sindacato dei medici italiani contesta la bozza Schillaci: “Case di Comunità sì, ma senza obblighi imposti per decreto”.
Il sindacato critica l’accordo Italia-India: “Nessun reclutamento estero fermerà la crisi se il SSN continua a perdere infermieri italiani”.
Il sindacato denuncia ostacoli nell’applicazione della legge 194 tra obiezione di coscienza, carenza di consultori e differenze territoriali.
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