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Violenza contro i medici, la soluzione deve essere ricercata nella despettacolarizzazione della medicina

Leonida Iannantuoni Presidente di ASSIMEFAC; al paziente va dedicato più tempo
Sindacato

Gentile Direttore,

la  violenza  contro i medici e gli episodi d’intolleranza per usare un eufemismo, di cui sono stati vittima colleghi e o operatori sanitari in questi giorni, sono gli ultimi segnali, destinati a ripetersi, di un malessere sociale che vive la malattia e la presunta mancanza di risposte ad esse come una frustrazione totale. Negli ultimi decenni, agli occhi del malato e delle persone a lui vicine, la figura del medico ha perso il manto di "sacralità" derivante, dal suo saper essere e saper fare per divenire un "semplice" esecutore di mansioni, spesso dettate da un’ottusa burocrazia, e di tecniche che i media diffondono, inconsapevolmente, come routine.

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Troppo spesso si dimentica che nel "contratto" che si stipula tra un esercente le professioni intellettuali , e tra queste rientra la medicina, e il fruitore non vi è l’obbligo del risultato, essendo questo legato a mille variabili, ma vi è un’obbligazione di mezzi a cui l’esercente deve adempiere con la massima diligenza.  Oggi non conta l’impegno, la dedizione profusa, oggi conta e si pretende solo il risultato!
La medicina non è una scienza perfetta essendo legato il risultato a condizioni che possono variare da momento a momento, condizioni legate al paziente e alla sua risposta, imponderabile, al farmaco e/o alla tecnica chirurgica.

L’esercito, la polizia, il daspo sanitario sono misure, in questo momento, necessarie ma palliative. La soluzione deve essere ricercata nella despettacolarizzazione della medicina, nella ricerca di maggior tempo da dedicare al paziente e ai suoi cari, tempo da riempire di dialogo ed empatia, tempo da sottrarre alla burocrazia

Leonida Iannantuoni 

Presidente di ASSIMEFAC

Sindacato
Commenti
VM
Vincenzo Giuseppe Manno
Le aggressioni fisiche e verbali non hanno ragione di esistere, per nessuna categoria professionale, specialmente la nostra. Ma a volte sento riportare dai pazienti episodi di medici (ospedalieri e non) veramente sgarbati e per niente empatici con loro; oppure privi di sensibilità nel dare loro una notizia o una spiegazione circa una drastica diagnosi che, fra l’altro, andrebbe circostanziata e studiata meglio. Questo va detto per onore della verità.
Rispondi
19/10/2025 08:28
MB
Maria Paola Brugnoli
Ancora, io non sono stata aggredita fisicamente in un pronto soccorso, e la mia aggressione è frutto di una mentalità di odio contro i medici, come ad esempio traspare da chi ha scritto questo articolo. Di fronte ad una dottoressa che come me ha subito violenza fisica in struttura pubblica, chi ha scritto questo articolo dovrebbe vergognarsi dei contenuti di odio verso i medici
Rispondi
18/09/2024 02:26
GC
Giuseppe Cina'
Secondo me la burocratizzazione dei pronto soccorso con i tempi morti dedicati al carico del paziente nel sistema e all assegnazione del triage rallentano enormemente il tempo in cui il paziente viene visto dal medico.La mancanza di informazioni circa le condizioni del paziente ai familiari che aspettano fuori in sala d’attesa,quella parola di conforto che vorrebbero sentirsi dire dagli addetti ai lavori ,quella gentilezza che dovrebbe connotare qualsiasi addetto alle prestazioni sanitarie ,spesso mancano.Tutto ciò esaspera gli animi dei parenti che aspettano con ansia che il proprio familiare venga curato portandoli a sbagliare .Jn’altra cosa importante è la rapidità con cui un medico di ps deve agire .E’ superfluo poi dire che i medici di ps devono essere adeguatamente formati prima di essere mandati in prima linea
Rispondi
17/09/2024 21:20
2 Risposte
MB
Maria Paola Brugnoli
Gentile Leonida, io sono una delle tante dottoresse aggredite fisicamente in una struttura pubblica, e ne porto ancora le conseguenze fisiche. Le assicuro che ho dedicato tutta la mia vita ai miei pazienti con empatia e non ho mai "dato spettacolo" come dice lei. Il suo discorso è molto offensivo nei confronti di chi come me ha subito violenza fisica. Credo che lei prima di tutti dovrebbe imparare il rispetto di noi medici, che dedichiamo tutta la nostra vita agli altri.
Rispondi
17/09/2024 13:30
2 Risposte

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