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Schillaci rilancia la sanità territoriale: "Le Case di Comunità restano una priorità"

Dal forum delle Regioni il ministro rivendica i risultati del PNRR e invita i medici a contribuire allo sviluppo della rete territoriale.
Sanità pubblica

Dopo le tensioni delle ultime settimane sulla riforma della medicina generale, il ministro della Salute Orazio Schillaci rilancia il progetto di rafforzamento della sanità territoriale e richiama tutti gli attori del sistema a una responsabilità condivisa. Dal forum "G19+2 Sanità, Regioni a confronto", in corso a Genova, il ministro ha ribadito la centralità delle Case di Comunità, dell'assistenza domiciliare e della telemedicina come strumenti essenziali per affrontare l'invecchiamento della popolazione e la crescita delle patologie croniche.

"Credo che nessuna categoria, tanto meno quella dei medici, possa pensare di dare una risposta negativa quando parliamo di popolare le Case di Comunità e di offrire una medicina più forte ai cittadini e soprattutto ai più fragili", ha affermato Schillaci, tornando int maniera "soft" sul dibattito che ha accompagnato la recente bocciatura parlamentare della riforma dei medici di famiglia.

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La sfida della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale

Nel suo intervento il ministro ha richiamato la necessità di una riflessione di lungo periodo sul futuro del Servizio sanitario nazionale, anche con la volontà di responsabilizzare gli stakeholder. "Oggi siamo chiamati a governare cambiamenti profondi: l'evoluzione demografica, l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle patologie croniche, l'innovazione tecnologica e le nuove aspettative dei cittadini impongono una riflessione seria sull'organizzazione dei servizi sanitari e sulla loro sostenibilità nel lungo periodo".

Schillaci ha definito il confronto con le Regioni un elemento strategico per affrontare queste sfide, sottolineando come le differenze territoriali possano rappresentare una risorsa purché non si traducano in diseguaglianze nell'accesso alle cure. "L'obiettivo è assicurare a ogni cittadino, indipendentemente dal luogo di residenza, prestazioni adeguate, tempestività e qualità", ha affermato.

I risultati rivendicati sul fronte del PNRR

Una parte significativa dell'intervento è stata dedicata allo stato di avanzamento dei progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sul fronte dell'assistenza domiciliare, il ministro ha ricordato che l'obiettivo iniziale prevedeva la presa in carico di 1,4 milioni di over 65. "Abbiamo già raggiunto e superato questo obiettivo", ha dichiarato, precisando che gli anziani assistiti sono oggi oltre 1,6 milioni.

Anche la telemedicina, secondo i dati illustrati dal ministro, avrebbe superato i target fissati a livello europeo. A fronte di un obiettivo di 300 mila assistiti, i pazienti presi in carico avrebbero già superato quota 566 mila. Schillaci ha inoltre rivendicato il completamento degli interventi relativi all'ammodernamento tecnologico degli ospedali, con la consegna di oltre 3.000 grandi apparecchiature diagnostiche finanziate attraverso il PNRR.

Case e ospedali di comunità al centro della strategia

Il ministro ha riconosciuto che il completamento della rete territoriale rappresenta uno dei passaggi più complessi della riforma. "Stiamo lavorando con le Regioni per chiudere anche i target che riguardano Case e Ospedali di Comunità. Parliamo di interventi più complessi", ha spiegato.

Secondo Schillaci, il raggiungimento degli obiettivi richiederà uno sforzo congiunto di tutti gli attori coinvolti. Le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, le Centrali operative territoriali e il potenziamento dell'assistenza domiciliare vengono considerati strumenti fondamentali per migliorare la presa in carico dei pazienti cronici e fragili e garantire una maggiore continuità assistenziale.

Liste d'attesa e trasparenza

Nel corso dell'intervento il ministro è tornato anche sul tema delle liste d'attesa, rivendicando l'azione del Governo e il lavoro svolto insieme alle Regioni. "Sulle liste d'attesa abbiamo voluto una legge chiara, dalla parte dei cittadini", ha affermato, ricordando l'avvio della piattaforma nazionale presentata recentemente da Agenas.

Secondo Schillaci, il sistema ha già consentito di monitorare 65 milioni di prestazioni, registrando miglioramenti in 16 Regioni. "Mettere la faccia sulle liste d'attesa è sempre stato un rischio. Nessuno l'ha mai voluto fare", ha osservato il ministro, sottolineando la volontà di proseguire lungo il percorso della trasparenza e del monitoraggio.

In chiusura, Schillaci ha ribadito la necessità di costruire "una sanità più moderna, più efficace, più innovativa e più vicina alle persone", capace di sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia senza rinunciare alla dimensione umana dell’assistenza.

Il rilancio politico attraverso i risultati raggiunti

Le dichiarazioni del ministro Schillaci tendono a rafforzare l’idea che la riforma della sanità territoriale sia un fatto necessario, oltre che ineludibile per gli obblighi assunti con le istituzioni europee. L’impegno economico profuso per strumentazioni e ammodernamento delle infrastrutture e delle tecnologie ne è testimonianza. Restano però immutate le incertezze legate al personale, il vero punto critico di questa riforma.

Sanità pubblica
Commenti
GR
Giuseppe Giovanni Ruberto
Ministro, una cortesia, si dimetta!
Rispondi
17/06/2026 09:06
SC
Salvatore Campo
Vorrei fare arrivare al nostro Ministro Prof. Schilpario una mia esperienza di medico specialista ospedaliero: chiesi a suo tempo di potere effettuare visite specialistiche di Gastroenterologia ii struttura ambulatoriale della mia ASLRM1Solo un giorno a settimana. Ho ottenuto in un'esperienza di 2 anni abbattimento completo delle liste d'attesa, con prenotazioni evase in 24-48 ore. Inoltre i pazienti bisognosi di urgenti prestazioni endoscopiche, queste erano da me eseguite nel mio reparto ospedaliero con priorità in tempi molto rapidi. Sono pronto a testimoniare sulla mia esperienza, purtroppo isolata e senza alcun seguito...amministrativo!
Rispondi
17/06/2026 07:36

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