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Sanità, Dattolo difende i medici ospedalieri: “Le criticità organizzative non si risolvono con accuse generalizzate”

Sanità pubblica Annalucia Migliozzi | 12/06/2026 13:21

Dopo le polemiche seguite al rinvio di oltre cento interventi chirurgici nell’Asl Toscana Centro, il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze richiama alla collaborazione tra professioni sanitarie e invita a individuare le responsabilità attraver

Le tensioni tra professioni sanitarie rischiano di compromettere il clima necessario per affrontare le criticità organizzative del sistema ospedaliero. È questo il messaggio lanciato da Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze, intervenuto dopo le dichiarazioni delle rappresentanze sindacali degli infermieri dell’Asl Toscana Centro che avevano attribuito alla dirigenza medica frequenti ritardi nell’avvio delle attività di sala operatoria.

Le difficoltà che interessano l’organizzazione delle attività chirurgiche richiedono analisi approfondite e soluzioni condivise, evitando letture semplificate che attribuiscano responsabilità collettive a una singola categoria professionale. È la posizione espressa dall’Ordine dei Medici di Firenze in seguito alle recenti polemiche emerse nell’Asl Toscana Centro.

Al centro del dibattito vi sono i ritardi nell’avvio delle sedute operatorie, tema sollevato dalle rappresentanze sindacali del personale infermieristico in occasione di un’assemblea che ha comportato il rinvio di circa 120-130 interventi programmati. Secondo il presidente dell’Ordine, eventuali comportamenti non conformi devono essere verificati e affrontati nelle sedi competenti, senza però trasformare episodi specifici in valutazioni estese all’intera classe medica.

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L’attenzione viene posta sulla complessità che caratterizza il funzionamento delle sale operatorie. I percorsi assistenziali coinvolgono infatti numerose figure professionali e dipendono da molteplici fattori organizzativi, logistici e gestionali. Ritardi e inefficienze possono derivare da variabili differenti che richiedono un’analisi sistemica e multidisciplinare.

Secondo l’Ordine professionale, il miglioramento dell’efficienza ospedaliera e la riduzione delle liste d’attesa rappresentano obiettivi condivisi da tutti gli operatori sanitari. Per raggiungerli è necessario sviluppare un confronto fondato su evidenze oggettive, evitando contrapposizioni che rischiano di alimentare conflitti interni senza produrre benefici concreti per i pazienti.

In questo contesto viene valutata positivamente l’iniziativa dell’Asl Toscana Centro di avviare un tavolo di confronto tra le parti coinvolte. Il dialogo istituzionale viene indicato come lo strumento più efficace per individuare le criticità operative, definire le responsabilità specifiche e costruire interventi correttivi sostenibili.

La vicenda riporta l’attenzione su una questione più ampia che interessa il Servizio sanitario nazionale: la necessità di rafforzare la collaborazione tra medici, infermieri, professionisti sanitari e personale amministrativo. La gestione dei percorsi di cura, l’ottimizzazione delle risorse e il miglioramento delle performance organizzative richiedono infatti un approccio integrato, capace di valorizzare le competenze di tutte le figure coinvolte.

In uno scenario caratterizzato da crescente pressione assistenziale, carenza di personale e aumento della domanda di prestazioni, il dialogo interprofessionale rappresenta un elemento essenziale per garantire qualità delle cure, sicurezza dei pazienti e sostenibilità del sistema sanitario pubblico.

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