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Quando la musica entra in corsia: a Bologna il mondo della cura si incontra

Dalle terapie intensive agli hospice, passando per neurologia e salute mentale: oltre 1.400 specialisti da 70 Paesi riuniti nel primo congresso mondiale di musicoterapia ospitato in Italia
Sanità pubblica

La musica non è soltanto arte, emozione o intrattenimento. Sempre più spesso entra negli ospedali, nelle strutture riabilitative e nei percorsi di supporto ai pazienti come strumento complementare di cura. È da questa prospettiva che Bologna ha ospitato il 18° World Congress of Music Therapy, il più importante appuntamento internazionale dedicato alla ricerca e all’applicazione della musicoterapia nei contesti sanitari, educativi e sociali, riunendo oltre 1.400 professionisti tra ricercatori e clinici provenienti da più di 70 Paesi.

Un confronto globale sulle nuove frontiere della musicoterapia

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Per la prima volta nella sua storia il congresso mondiale si è svolto in Italia, trasformando Bologna in un punto di incontro per studiosi, terapeuti e operatori sanitari impegnati nello sviluppo di approcci innovativi basati sull'utilizzo della musica nei percorsi assistenziali. Il tema scelto per questa edizione, "Connecting Borders: Creating Networks and Enhancing Identities through Music Therapy", richiama il valore della collaborazione internazionale e dello scambio di conoscenze tra discipline e culture diverse.

Nel corso dei sei giorni di lavori sono state presentate oltre 700 relazioni scientifiche dedicate a temi che spaziano dalle neuroscienze alle cure palliative, dalla salute mentale all'impiego dell'intelligenza artificiale nella pratica clinica. Particolare attenzione è stata riservata all'utilizzo della musicoterapia in terapia intensiva, nel supporto ai pazienti oncologici e nei percorsi riabilitativi.

«Un ponte tra persone e comunità»

L'organizzazione dell'evento è stata curata congiuntamente dall'Associazione Italiana Professionisti della Musicoterapia (AIM), da Punto di Svolta e dalla Federazione Italiana Musicoterapeuti (FIM). I presidenti delle tre associazioni hanno sottolineato il significato culturale e professionale dell'appuntamento.

«Ospitare questo congresso in Italia è per noi motivo di grande orgoglio e responsabilità. Il nostro Paese, storico crocevia di culture, lingue e tradizioni musicali, offre uno spazio simbolico e concreto di incontro, dialogo e connessione tra persone e comunità provenienti da ogni parte del mondo andando oltre i confini geografici, le distanze, gli stereotipi e i pregiudizi», hanno dichiarato Marinella Maggiori, presidente dell'Associazione Italiana Professionisti della Musicoterapia (AIM), Umberto Colbacchini, presidente di Punto di Svolta, e Giulia Cremaschi, allora presidente della Federazione Italiana Musicoterapeuti (FIM). 

Il riconoscimento della professione tra le priorità

Durante i lavori congressuali sono emerse anche le principali sfide che la disciplina deve affrontare nei prossimi anni. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, Marinella Maggiori ha richiamato la necessità di ottenere un pieno riconoscimento giuridico della professione e di rafforzare gli investimenti nella ricerca scientifica. 

Umberto Colbacchini, ha invece evidenziato l'importanza di garantire maggiori risorse pubbliche per rendere la musicoterapia accessibile a un numero crescente di persone, mentre Valeria Penteriani, ha indicato nel congresso un'opportunità per consolidare il dialogo scientifico internazionale e favorire nuove collaborazioni.

Dall'afasia all'emicrania, i progetti italiani presentati a Bologna

Tra i contributi scientifici illustrati durante il congresso hanno trovato spazio numerose esperienze sviluppate in Italia. Tra queste uno studio condotto in 213 hospice nazionali, un progetto di coro terapeutico destinato a persone con afasia post-ictus realizzato a Ravenna, interventi rivolti a bambini con disturbo dello spettro autistico e uno studio randomizzato che ha coinvolto 54 pazienti affetti da emicrania cronica.

Esperienze differenti che testimoniano come la musicoterapia stia trovando applicazioni sempre più ampie in ambito clinico e riabilitativo, contribuendo a migliorare il benessere e la qualità di vita dei pazienti accanto alle cure tradizionali.

Una disciplina sempre più integrata nei percorsi di cura

Alla cerimonia inaugurale è intervenuto anche Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, che ha definito la musicoterapia una pratica capace di mettere la persona al centro attraverso l'espressione musicale, richiamando altre esperienze non strettamente biomediche sostenute dalla Regione, come il teatro con attori fragili e la pet therapy.

Il congresso, patrocinato dal Ministero dell'Università e della Ricerca, dalla Regione Emilia-Romagna e dal Parlamento Europeo, conferma il crescente interesse della comunità scientifica verso approcci integrati che affiancano la dimensione clinica tradizionale con interventi orientati al benessere globale della persona.

Sanità pubblica
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