
Ha già superato le 30 mila avvicinandosi rapidamente all'obiettivo delle 50mila sottoscrizioni necessarie per il deposito della proposta di legge in Parlamento. A poco più di trenta giorni dal lancio ufficiale, la campagna "Pma per tutte", promossa dall'Associazione Luca Coscioni, chiede una modifica della normativa vigente per estendere l'accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA) alle donne single e alle coppie di donne, oggi escluse dalla legge italiana.
La proposta di modifica della legge 40
Al centro della campagna vi è la richiesta di intervenire sull'articolo 5 della legge 40/2004, che attualmente consente l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita esclusivamente alle coppie eterosessuali maggiorenni, sposate o conviventi. La proposta intende eliminare questa limitazione, riconoscendo la possibilità di accedere ai percorsi di PMA anche a persone che oggi non rientrano nei requisiti previsti dalla normativa. Secondo i promotori, l'obiettivo è superare una disparità di trattamento che riguarda sia lo stato civile sia l'orientamento sessuale delle persone interessate a diventare genitori.
Oltre 40 associazioni e 800 volontari coinvolti
La mobilitazione sta raccogliendo adesioni in tutta Italia. A sostegno della campagna si sono già schierate più di 40 associazioni, insieme a numerosi giuristi, medici, esponenti politici e organizzazioni della società civile. Fondamentale anche il contributo dei circa 800 volontari impegnati nell'organizzazione dei banchetti per la raccolta firme e nelle attività di informazione rivolte ai cittadini. La sottoscrizione può essere effettuata sia online sia attraverso i tavoli allestiti sul territorio nazionale.
I promotori: «Un segnale politico che non può essere ignorato»
Per Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna "Pma per tutte", il risultato raggiunto finora rappresenta un importante indicatore dell'interesse suscitato dall'iniziativa. «Oltre 33.000 firme in meno di un mese sono un segnale politico forte che non può essere ignorato. Migliaia di persone chiedono di porre fine a una discriminazione fondata sullo stato civile e sull'orientamento sessuale».
Le due rappresentanti dell'associazione sottolineano inoltre la necessità di un intervento legislativo orientato alla tutela dei diritti individuali: «Il legislatore deve prevedere norme che rispettino la libertà di scelta delle persone e garantiscano pari dignità e pari diritti, senza discriminazioni legate alla condizione personale, familiare o all'orientamento sessuale».
Il volto della campagna
A rappresentare pubblicamente l'iniziativa è Alia Guagni, ex calciatrice della Nazionale italiana, diventata madre single attraverso un percorso di procreazione medicalmente assistita realizzato in Spagna. La sua esperienza è stata scelta come testimonianza del ricorso ai percorsi di PMA all'estero da parte di persone che non possono accedere alle tecniche in Italia a causa delle limitazioni normative vigenti.




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