
Il glossario mondiale aggiorna definizioni e riconosce nuove forme di genitorialità, dal social freezing all’intelligenza artificiale
La medicina della riproduzione aggiorna il proprio linguaggio per riflettere sui progressi scientifici, ma soprattutto sulle trasformazioni culturali e sociali. Con la quarta edizione del glossario internazionale sulla fertilità, il tema viene ampliato e ridefinito, assumendo un significato che riguarda diritti, accesso alle cure e riconoscimento delle diverse forme di famiglia.
Dalla funzione biologica alla dimensione sociale
La principale novità riguarda il superamento di una visione esclusivamente biologica della condizione. L’infertilità viene oggi riconosciuta anche come una questione funzionale e sociale, con implicazioni che vanno oltre il sistema riproduttivo.
"Se l'infertilità è ora intesa come una disabilità funzionale, l'accesso ai trattamenti diventa un diritto fondamentale dell’individuo, indipendentemente dal genere, dall'orientamento sessuale o dalla presenza di un partner", spiega Laura Rienzi, embriologa e professoressa associata di Scienze Biomolecolari all’Università di Urbino.
Questo approccio amplia l’orizzonte della medicina riproduttiva, includendo il benessere della persona e il riconoscimento dei suoi diritti.
Un glossario che nasce dal consenso internazionale
Il documento rappresenta il risultato di un ampio lavoro condiviso a livello globale, coordinato dall’International Committee for Monitoring Assisted Reproductive Technology (ICMART) in collaborazione con organismi internazionali e società scientifiche.
Con 348 definizioni complessive, il glossario introduce decine di nuovi termini e aggiorna o elimina quelli ormai superati. Un lavoro che punta a creare un linguaggio comune, chiaro e aggiornato per operatori sanitari, istituzioni e pazienti.
"Standardizzare il linguaggio non è un esercizio accademico – sottolinea Rienzi –. È uno strumento per combattere la disinformazione, facilitare il lavoro delle istituzioni e garantire che ogni individuo possa vedere tutelato il proprio desiderio di genitorialità".
Inclusività e nuove forme di genitorialità
Uno degli aspetti più rilevanti è il superamento del modello tradizionale di famiglia. Il glossario introduce una terminologia più inclusiva, capace di riflettere la pluralità delle esperienze contemporanee.
Viene riconosciuta, ad esempio, la figura dei "genitori intenzionali", includendo non solo le coppie eterosessuali ma anche single e coppie dello stesso sesso. L’obiettivo è superare un approccio eteronormativo e costruire un linguaggio rispettoso delle differenze.
Nel documento trovano spazio anche definizioni legate all’identità di genere, come "transgender" e "cisgender", a testimonianza di una visione più ampia e attenta alla diversità.
Tecnologia e innovazione entrano nelle definizioni
Accanto agli aspetti sociali, il glossario aggiorna anche il lessico scientifico introducendo termini che riflettono l’evoluzione delle tecnologie in ambito riproduttivo.
Tra questi, il "social freezing", oggi definito come crioconservazione autologa degli ovociti, che consente alle donne di preservare la propria fertilità. Spazio anche all’intelligenza artificiale, con l’ingresso ufficiale di tecniche come il time-lapse imaging e degli algoritmi per il monitoraggio dello sviluppo embrionale.
Vengono inoltre aggiornate le definizioni relative alla biopsia embrionale e ai test genetici preimpianto, con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza, sicurezza e trasparenza.
Il ruolo della società civile
Un elemento distintivo del nuovo glossario è il coinvolgimento diretto della società civile e delle associazioni di pazienti nel processo di revisione. "La medicina oggi non può guardare più solo all’organo e, nel nostro caso, al sistema riproduttivo, ma agli impatti sulla persona e sulla società – evidenzia l’esperta –. Per questo il glossario è il risultato di un dialogo senza precedenti con la società civile".
Il contributo di organizzazioni come Fertility Europe e Resolve ha permesso di costruire una terminologia che tenga conto non solo degli aspetti clinici, ma anche della dignità e dei diritti di chi affronta un percorso di procreazione medicalmente assistita.
Oltre le parole
L’aggiornamento del glossario don è dunque solo un esercizio linguistico. Si tratta di uno strumento operativo che può incidere in maniera concreta sull’accesso alle cure, sulla qualità dell’informazione e sul riconoscimento dei diritti. Un passaggio chiave per una medicina sempre più centrata sulla persona, capace di integrare scienza, etica e dimensione sociale in un contesto in continua evoluzione.
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