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Procreazione assistita: l’intelligenza artificiale migliora le previsioni

Infertilità

IA e PMA: previsioni più accurate

La ricerca, coordinata dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano insieme ad altri centri italiani, ha analizzato circa 6.250 cicli di procreazione medicalmente assistita (PMA) tra il 2019 e il 2024.

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Grazie a modelli di machine learning, è stato possibile sviluppare un sistema capace di stimare la probabilità di gravidanza sulla base di dati clinici reali.

Due i momenti chiave analizzati:

  • Fase iniziale (counseling): valutazione basata su età, storia clinica e parametri seminali
  • Dopo il ciclo PMA: integrazione dei dati embriologici e di laboratorio, con previsioni più precise

Tra i fattori determinanti per il successo:

  • numero di embrioni crioconservati
  • numero di zigoti fecondati
  • età della donna
  • parametri ormonali e seminali

Secondo Antonino Guglielmino, fondatore SIRU, l’IA può migliorare il counseling, aiutando le coppie a gestire le aspettative e ridurre l’abbandono dei trattamenti.

Un supporto, non un sostituto

Gli esperti sottolineano che l’intelligenza artificiale non sostituisce il medico, ma consente di:

  • integrare grandi quantità di dati
  • offrire stime più realistiche
  • personalizzare il percorso clinico

Un passo importante verso una medicina sempre più predittiva e personalizzata.

L’utero artificiale: dalla ricerca alla pratica

Tra i temi più innovativi discussi al congresso anche lo sviluppo dell’utero artificiale.

Attualmente la tecnologia è in fase sperimentale:

  • testata con successo su animali
  • capace di sostenere lo sviluppo fetale per alcune settimane
  • ancora lontana da una gestazione completa extracorporea

Secondo Carlo Bulletti, le potenzialità sono significative soprattutto per i bambini prematuri.

Una possibile svolta per i prematuri

Ogni anno nel mondo nascono tra 13 e 15 milioni di bambini prematuri, con:

  • circa 1 milione di decessi
  • oltre 3 milioni di casi di disabilità

In questo contesto, l’utero artificiale potrebbe:

  • migliorare la sopravvivenza
  • ridurre le complicanze
  • offrire nuove soluzioni per patologie uterine e fallimenti di impianto

Verso una nuova medicina della riproduzione

L’integrazione tra intelligenza artificiale e nuove tecnologie biologiche segna una fase di profonda trasformazione.

L’obiettivo è chiaro:

  • migliorare le probabilità di successo dei trattamenti
  • supportare le decisioni cliniche
  • offrire nuove opportunità terapeutiche alle coppie
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