
Il decreto interviene su organici e investimenti per sostenere il Ssn nella fase finale di attuazione del Pnrr.
Con il via libera definitivo del Senato, il decreto Pnrr diventa legge e chiude il percorso parlamentare di uno dei provvedimenti chiave per l’attuazione del Piano. Nel capitolo sanitario, le misure si concentrano su interventi che puntano a rispondere a criticità ormai strutturali del Servizio sanitario nazionale.
Personale, stabilizzazioni e proroghe per il territorio
Il primo nodo è quello degli organici. Il decreto apre una finestra straordinaria per la stabilizzazione di parte del personale precario del Ssn, prevedendo sia quote riservate nei concorsi per chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio, sia procedure semplificate per chi ha alle spalle contratti a termine più lunghi. Il perimetro resta però limitato nel tempo e nelle quantità, confermando il carattere emergenziale della misura.
Sul territorio, viene inoltre prorogata fino al 2027 la possibilità per medici di medicina generale e pediatri di restare in attività fino a 73 anni. Anche in questo caso si tratta di una misura tampone, pensata per contenere nell’immediato la carenza di professionisti, in attesa di una revisione più strutturale del modello organizzativo.
Cantieri Pnrr e rete territoriale: risorse per evitare lo stallo
Accanto al tema del lavoro, il provvedimento interviene sugli investimenti del Pnrr, con l’obiettivo di evitare il blocco dei cantieri. L’aumento dei costi dei materiali viene affrontato consentendo alle Regioni di utilizzare anche le risorse dell’edilizia sanitaria per coprire i rincari, in particolare per Case della Comunità, Ospedali di Comunità e interventi per la sicurezza degli ospedali.
Una scelta che punta a garantire la continuità delle opere dopo la rimodulazione dei target già avvenuta nei mesi scorsi.
Accesso alle cure: telemedicina tra gli strumenti operativi
Tra le misure di innovazione organizzativa, il decreto introduce inoltre la possibilità di attivare servizi di telemonitoraggio e teleconsulto per i pazienti oncologici nelle aree già coperte dai progetti di telemedicina del Pnrr, con l’intento di rafforzare presa in carico e continuità assistenziale.
Disabilità e non autosufficienza: transizione rinviata e sperimentazione estesa
Più articolato il capitolo dedicato alla disabilità e alla non autosufficienza. Da un lato si estende la sperimentazione della riforma della disabilità ad altre 40 province e si rafforza il ruolo del Garante nazionale. Dall’altro si rinviano alcune scadenze del nuovo sistema di accertamento della non autosufficienza, per evitare vuoti operativi nella fase di transizione tra vecchio e nuovo modello.
Accreditamenti e fondi integrativi: più trasparenza e nuove regole
Il decreto interviene infine anche su due ambiti più strutturali del sistema. Sul versante degli accreditamenti, vengono ridefinite le regole per l’accesso delle strutture private al Servizio sanitario nazionale, con l’introduzione di procedure pubbliche più trasparenti per la selezione degli erogatori, ma con l’obiettivo di salvaguardare continuità assistenziale e livelli occupazionali.
Parallelamente, vengono rafforzati gli obblighi di trasparenza per i fondi sanitari integrativi, chiamati a rendere pubblici bilanci e informazioni essenziali sul proprio funzionamento, in un contesto in cui il loro ruolo nel sistema sanitario è in progressiva crescita.
Nel complesso, il provvedimento non introduce una riforma organica del Servizio sanitario nazionale, ma interviene su alcuni snodi operativi cruciali: personale, infrastrutture, accesso alle cure e gestione delle transizioni in corso. Un insieme di misure che punta a garantire la tenuta del sistema nella fase finale di attuazione del Pnrr, lasciando aperti i nodi più strutturali.
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