
La riforma del settore farmaceutico compie un nuovo passo avanti. La Commissione Affari sociali e Sanità del Senato ha conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge delega, autorizzandolo anche a richiedere la relazione orale e ad apportare eventuali modifiche di forma e coordinamento.
Il testo approvato conferma l'impianto della riforma già delineato dal Governo. Le modifiche introdotte riguardano esclusivamente l'articolo dedicato alle farmacie e precisano alcuni criteri direttivi che guideranno i decreti legislativi attuativi. Tra le principali novità figurano la revisione dei limiti alla proprietà delle farmacie da parte delle società di capitali, il rafforzamento della farmacia dei servizi e un maggiore ricorso agli strumenti di sanità digitale per monitorare terapie e spesa farmaceutica.
Un testo unico per riordinare la normativa
Resta invariato il cuore della delega contenuto nell'articolo 1. Il Governo dovrà adottare entro il 31 dicembre 2026 uno o più decreti legislativi per riordinare l'intera legislazione farmaceutica attraverso testi unici, superando un quadro normativo costruito nel corso di decenni e oggi distribuito tra numerose disposizioni.
L'obiettivo è semplificare il sistema, eliminare norme ormai superate e rendere più coerente la disciplina del settore, mantenendo il coinvolgimento di Parlamento, Regioni e Consiglio di Stato durante l'iter attuativo.
Accesso ai farmaci e governance della spesa
La filosofia della riforma rimane quella già prevista dal testo originario: migliorare l'accesso ai farmaci, rendere più efficiente l'organizzazione dei servizi farmaceutici, rafforzare la rete territoriale e rendere più efficace la programmazione della spesa pubblica. Tra gli interventi più attesi resta la revisione della governance della spesa farmaceutica, compresi i meccanismi di payback attraverso cui le aziende partecipano al ripiano degli eventuali sforamenti dei tetti di spesa. In questo modo si cercherà di realizzare un sistema più stabile e ridurre il contenzioso che negli ultimi anni ha caratterizzato i rapporti tra istituzioni e industria.
La delega punta inoltre a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, sostenendo la produzione nazionale di principi attivi, eccipienti e medicinali e prestando particolare attenzione ai pazienti con malattie rare, croniche o invalidanti.
Più spazio alla sanità digitale
Un altro pilastro della riforma è la digitalizzazione. Il testo prevede una maggiore integrazione tra Sistema Tessera sanitaria, Fascicolo sanitario elettronico, Ecosistema dei dati sanitari e sistemi di prescrizione, con l'obiettivo di monitorare in modo più efficace prescrizioni, dispensazioni, consumi e disponibilità dei farmaci.
L'interoperabilità dei sistemi dovrà favorire anche il monitoraggio degli esiti delle terapie, il rafforzamento della farmacovigilanza e la produzione di evidenze utili a orientare le decisioni cliniche e regolatorie, oltre a completare il percorso di dematerializzazione delle prescrizioni.
Le novità introdotte dalla Commissione
Le modifiche approvate in Commissione si concentrano sul ruolo delle farmacie. Il testo rafforza la farmacia dei servizi introducendo un esplicito riferimento alla promozione dell'aderenza terapeutica tra le attività che potranno essere svolte a supporto dei pazienti cronici e del territorio. Viene inoltre valorizzata la funzione delle farmacie nelle aree interne e rurali, anche attraverso la gestione dei dispensari farmaceutici, con l'obiettivo di garantire una presenza più capillare dei servizi sanitari.
Sul fronte della governance del settore, un emendamento approvato inserisce tra i criteri direttivi della delega la revisione dei limiti quantitativi alla proprietà delle farmacie da parte delle società di capitali, prevedendo una riduzione della quota massima di controllo. La modifica non produce effetti immediati, ma affida al Governo il compito di intervenire sul tema nei decreti legislativi.
Ora il passaggio in Aula
Con il mandato conferito al relatore si conclude l'esame in Commissione e il provvedimento passa all'Aula del Senato. Solo dopo l'approvazione definitiva della legge delega inizierà la fase attuativa, nella quale il Governo dovrà tradurre i principi fissati dal Parlamento in una nuova disciplina organica del settore farmaceutico.




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