
Chi sta cercando di perdere peso spesso si concentra su quantità e calorie. Ma non sempre basta. Oggi gli esperti invitano a prestare attenzione anche a un altro elemento: il grado di trasformazione degli alimenti. Non tutti i prodotti confezionati sono uguali e alcuni alimenti ultra-processati sembrano associati a effetti meno favorevoli sulla salute rispetto ad altri. Un tema che la Società italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE) ha deciso di approfondire in un position paper atteso entro la fine dell’anno.
Se l'obiettivo è perdere peso, non tutti i prodotti confezionati sono uguali
Nella fascia di rischio più basso o con evidenze più limitate rientrano pane e cereali integrali industriali, prodotti a base vegetale semplici e yogurt naturali con pochi ingredienti. Secondo gli esperti, questi prodotti mostrano nelle ricerche associazioni più favorevoli rispetto ad altri alimenti fortemente trasformati.
Sul versante opposto si collocano soprattutto bevande zuccherate, carni lavorate come wurstel, salumi e prodotti simili. La nota metodologica della SIGE ricorda che le associazioni osservate non equivalgono automaticamente a rapporti di causa-effetto dimostrati, ma le evidenze disponibili suggeriscono comunque prudenza nel consumo.
Perché il problema va oltre calorie e grassi
Uno degli aspetti più interessanti emersi dal lavoro degli esperti è che il rischio di questi alimenti «non dipende soltanto dall'eccesso di zuccheri, grassi o sale – spiega il professor Giovanni Sarnelli, ordinario di Gastroenterologia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II –. I processi industriali di trasformazione possono favorire la formazione di sostanze in grado di promuovere infiammazione e stress ossidativo».
La dieta mediterranea resta il punto di riferimento
Gli specialisti non invitano a vivere con la paura del cibo, ma a costruire una routine alimentare più equilibrata. «Il messaggio non è demonizzare singoli alimenti – sottolinea Sarnelli – è opportuno limitare il consumo di alimenti ultra-processati e privilegiare i prodotti tipici della dieta mediterranea». Frutta, verdura, legumi, alimenti fermentati e preparazioni poco lavorate rappresentano ancora oggi il modello più vicino a quell'alimentazione varia e sostenibile che gli esperti associano alla tutela della salute e del benessere metabolico.




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