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Quando uno snack tira l’altro: come nascono le calorie che non vediamo

Non servono grandi abbuffate per favorire sovrappeso e obesità. Spuntini, merendine, bevande energetiche e prodotti ultra-processati possono entrare nella routine quotidiana e, poco alla volta, contribuire all’aumento di peso e agli squilibri metabol
Obesità
Pazienti

Un pacchetto di snack davanti alla televisione, una merendina a metà mattina, una bevanda energetica durante lo studio o una barretta consumata al volo tra un impegno e l'altro. Piccoli gesti che sembrano innocui, ma che ripetuti nel tempo possono influenzare il peso corporeo più di quanto immaginiamo. È il quadro che emerge dall'Instant Report Coldiretti-Censis "Mangiare bene per vivere meglio", secondo cui gli italiani riconoscono l'importanza di una corretta alimentazione per prevenire malattie e mantenersi in salute, ma continuano a consumare regolarmente prodotti ultra-processati che possono compromettere l'equilibrio metabolico.

Le calorie che si sommano senza accorgersene

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L'obesità raramente nasce da un singolo comportamento. Più spesso è il risultato di tante piccole scelte quotidiane che, sommate nel tempo, portano a introdurre più energia di quella che l'organismo consuma. Secondo il report, il 45% degli italiani mangia snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% consuma dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Si tratta di alimenti spesso caratterizzati da un'elevata densità energetica: molte calorie concentrate in piccole porzioni, spesso accompagnate da zuccheri aggiunti, grassi raffinati, sale e additivi.

I giovani e il richiamo del cibo pronto

Il fenomeno appare ancora più marcato tra gli adolescenti e i giovani adulti. Il 61% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink. Numeri che preoccupano le famiglie. Il 58% dei genitori ammette che i figli tendono ad abbandonare un'alimentazione equilibrata appena ne hanno la possibilità, mentre la stessa percentuale si dichiara favorevole a limitare il consumo di alimenti ultra-formulati. La disponibilità immediata, la praticità e le campagne pubblicitarie rendono questi prodotti particolarmente attrattivi, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione.

Quando il marketing fa sembrare sano ciò che non lo è

Un aspetto interessante riguarda la percezione dei consumatori. Oltre un italiano su quattro (27%) ritiene che barrette proteiche ed energy drink possano aiutare a mantenersi in forma. Tra i giovani la percentuale sale al 35%. Eppure, molti di questi prodotti possono contenere elevate quantità di zuccheri aggiunti e ingredienti ultra-processati. La veste "sportiva" o "funzionale" rischia talvolta di far dimenticare il loro reale profilo nutrizionale.

Oltre la bilancia

L'eccesso di peso rappresenta l'aspetto più visibile del problema, ma non è l'unico. Secondo la documentazione scientifica riportata dalla Fondazione Aletheia, il consumo abituale di alimenti ultra-processati è associato anche ad alterazioni metaboliche, infiammazione cronica, resistenza all'insulina, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Una metanalisi pubblicata sul British Medical Journal nel 2024, citata nel dossier, ha associato un elevato consumo di questi prodotti a un aumento del 40% del rischio di diabete di tipo 2 e del 50% della mortalità cardiovascolare.

Conta anche la qualità del cibo

La ricerca sta mostrando sempre più chiaramente che non conta soltanto quante calorie assumiamo, ma anche da dove provengono. Secondo gli esperti, una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e alimenti freschi favorisce l'equilibrio del microbiota intestinale, un ecosistema che contribuisce alla regolazione del metabolismo, della risposta immunitaria e dei processi infiammatori. Al contrario, il consumo regolare di prodotti ultra-processati può alterare questo equilibrio e favorire condizioni associate all'aumento di peso e alle malattie metaboliche.

Una nuova consapevolezza tra gli italiani

Non mancano però segnali positivi. Tre italiani su quattro dichiarano di essere pronti a rinunciare a barrette proteiche ed energy drink, mentre oltre sette su dieci eliminerebbero merendine, dolciumi e caramelle. «Diffondere la cultura del cibo sano significa ridurre i rischi per la salute e costruire un modello che mette al centro il benessere delle persone», ha affermato Dominga Cotarella, presidente della Fondazione Campagna Amica-Terranostra. Per Antonio Gasbarrini, direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e presidente del comitato scientifico della Fondazione Aletheia, la salute è il risultato di un ecosistema influenzato profondamente da ciò che mangiamo e la prevenzione dovrebbe diventare parte integrante della vita quotidiana.

La forza delle buone abitudini

Non esistono alimenti miracolosi né singoli responsabili dell'obesità. Esistono però abitudini che, giorno dopo giorno, possono fare la differenza. Limitare il consumo di snack, merendine, energy drink e altri prodotti ultra-processati e riportare al centro della tavola i principi della dieta mediterranea rappresenta una delle strategie più efficaci per proteggere peso corporeo, metabolismo e salute nel lungo periodo. 

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