|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

L’intestino al centro della salute metabolica

Un ecosistema invisibile regola infiammazione, risposta immunitaria e utilizzo degli zuccheri. Quando perde il suo equilibrio, anche il metabolismo può risentirne e aumentano i fattori di rischio per il diabete di tipo 2
Diabetologia
Pazienti

Per anni, quando si parlava di diabete, l'attenzione si è concentrata soprattutto sugli zuccheri nel sangue, sul peso corporeo e sull'alimentazione. Oggi però la ricerca sta aprendo nuove prospettive. Al centro dell'interesse degli studiosi c'è il microbiota intestinale, l'insieme dei miliardi di microrganismi che popolano il nostro intestino e che contribuiscono a regolare numerose funzioni dell'organismo. Secondo le evidenze scientifiche richiamate dalla Fondazione Aletheia, il suo equilibrio può influenzare non solo la digestione, ma anche il metabolismo, i processi infiammatori e il rischio di sviluppare diverse malattie croniche.

Un ecosistema che dialoga con tutto il corpo

pubblicità

L'intestino ospita circa 38 trilioni di microrganismi tra batteri, virus e funghi. Un vero e proprio ecosistema che lavora in stretta collaborazione con il sistema immunitario e con il metabolismo. Quando questo equilibrio viene alterato si può sviluppare una condizione chiamata disbiosi, caratterizzata da una riduzione dei microrganismi benefici e da un aumento di quelli potenzialmente dannosi.

Secondo gli esperti, questa alterazione favorisce una forma di infiammazione cronica di basso grado, definita metainfiammazione, considerata uno dei meccanismi biologici che possono precedere l'insorgenza di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altre patologie croniche.

Le scelte a tavola

L'alimentazione è uno dei principali fattori in grado di influenzare la composizione del microbiota. Una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e alimenti freschi contribuisce a mantenerlo vario e in equilibrio. Questo favorisce la produzione di sostanze benefiche, indispensabili per il corretto funzionamento dell'intestino e del sistema immunitario.

Al contrario, il consumo abituale di alimenti ultra-processati può alterare profondamente questo ecosistema. Merendine, snack confezionati, piatti pronti, barrette industriali ed energy drink contengono spesso additivi, emulsionanti, conservanti e altri ingredienti che la ricerca sta studiando per il loro possibile impatto sull'equilibrio intestinale.

Il legame con il diabete di tipo 2

Negli ultimi anni sono aumentate le evidenze che collegano il consumo elevato di prodotti ultra-processati a un peggioramento della salute metabolica. Una metanalisi pubblicata sul British Medical Journal nel 2024, citata nel dossier, ha coinvolto quasi 10 milioni di persone e ha associato un elevato consumo di questi alimenti a un aumento del 40% del rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

Gli studiosi sottolineano che il problema non riguarda esclusivamente calorie, zuccheri o grassi. A destare interesse è anche il ruolo degli additivi e dei processi industriali che caratterizzano questi prodotti, capaci di influenzare il microbiota e i meccanismi legati all'infiammazione e al metabolismo.

Perché l'infiammazione conta

Quando il microbiota perde il suo equilibrio, l'organismo può entrare in uno stato di infiammazione persistente. Non si tratta di un'infiammazione evidente come quella causata da un'infezione, ma di un fenomeno silenzioso che può durare per anni. Gli esperti ritengono che questa condizione contribuisca allo sviluppo della resistenza all'insulina, una delle tappe fondamentali che precedono il diabete di tipo 2. Per questo motivo sempre più ricercatori considerano la salute intestinale come uno dei tasselli centrali della prevenzione metabolica.

La dieta mediterranea resta un alleato

Le indicazioni che emergono dalle ricerche non rivoluzionano i principi della buona alimentazione, ma li rafforzano. Una dieta basata prevalentemente su alimenti freschi, stagionali e poco trasformati continua a rappresentare il modello di riferimento per proteggere il metabolismo e favorire l'equilibrio del microbiota. «Diffondere la cultura del cibo sano significa ridurre i rischi per la salute e costruire un modello che mette al centro il benessere delle persone», ha sottolineato Dominga Cotarella, presidente della Fondazione Campagna Amica-Terranostra. Un concetto ribadito anche da Antonio Gasbarrini, direttore scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e presidente del comitato scientifico della Fondazione Aletheia, secondo il quale la salute è profondamente influenzata da ciò che mangiamo e la prevenzione deve diventare parte integrante della medicina moderna.

Un patrimonio da proteggere ogni giorno

Il microbiota non è visibile e spesso non ci pensiamo, ma lavora costantemente per il nostro benessere. Prendersene cura significa fare scelte alimentari consapevoli, privilegiando frutta, verdura, legumi, cereali integrali e limitando il consumo abituale di prodotti ultra-processati. Una strategia semplice che, insieme a uno stile di vita sano, può contribuire a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e a proteggere la salute nel lungo periodo.

Diabetologia
Pazienti
Commenti

I Correlati

Quando uno snack tira l’altro: come nascono le calorie che non vediamo
Pazienti
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Retinopatia diabetica, lo screening pressorio in oculistica può intercettare un rischio cardiovascolare nascosto
Diabetologia
Retinopatia diabetica, lo screening pressorio in oculistica può intercettare un rischio cardiovascolare nascosto
Nei pazienti con diabete, l'ipertensione può sfuggire ai controlli. Uno studio indica che la misurazione della pressione durante la visita oculistica favorisce l'identificazione precoce del rischio cardiovascolare.
Caffè amaro, un alleato per cuore e metabolismo
Pazienti
Caffè amaro, un alleato per cuore e metabolismo
Una dichiarazione scientifica dell'American Heart Association conferma i possibili benefici cardiovascolari e sul rischio di diabete di tipo 2, ma invita a limitare zuccheri, panna ed energy drink
Diabete e controlli aeroportuali, FAND: «Serve più formazione e meno stigma»
Pazienti
Diabete e controlli aeroportuali, FAND: «Serve più formazione e meno stigma»
Dopo il caso del bambino fermato a Londra, la Federazione denuncia controlli ancora troppo invasivi su microinfusori, insulina e dispositivi salvavita: «Situazioni inaccettabili, soprattutto quando coinvolgono i minori»
Bambino con diabete di tipo 1 fermato in aeroporto a Londra, l’Intergruppo parlamentare annuncia una segnalazione ai ministri competenti
Pazienti
Bambino con diabete di tipo 1 fermato in aeroporto a Londra, l’Intergruppo parlamentare annuncia una segnalazione ai ministri competenti
Il caso denunciato da AGD Umbria riaccende il tema dei diritti delle persone con diabete, dopo un controllo di sicurezza che avrebbe causato la perdita del volo e un forte impatto psicologico sul piccolo paziente

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.