
Il lavoro autonomo in ambito farmaceutico presenta caratteristiche di vulnerabilità economica spesso sottovalutate rispetto al lavoro dipendente: discontinuità dei redditi, assenza di tutele contrattuali strutturate e oneri previdenziali interamente a carico del professionista. In questo contesto, il sostegno economico erogato dall'ente previdenziale di categoria rappresenta uno strumento concreto di welfare professionale per i farmacisti che operano al di fuori del circuito del lavoro subordinato. Infatti per il 2026 l’ENPAF, Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Farmacisti, rinnova il contributo economico destinato ai farmacisti liberi professionisti e alle figure assimilate. Per sostenere gli iscritti che esercitano la professione in forma autonoma, l’Ente ha previsto uno stanziamento complessivo di 400.000 euro, destinato a chi svolge l’attività in regime di lavoro autonomo, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o attraverso una borsa di studio.
Per accedere al beneficio è necessario essere in regola con i versamenti contributivi e aver corrisposto la quota contributiva intera per l’intero triennio 2024-2026. A questo requisito si affiancano specifiche condizioni economiche e patrimoniali, che consentiranno di individuare i professionisti destinatari della misura.
Il richiedente dovrà presentare un’attestazione ISEE 2026 non superiore a 50.000 euro. È inoltre previsto un limite per il patrimonio mobiliare del nucleo familiare, fissato a 70.000 euro. La soglia può essere incrementata di 10.000 euro per ciascun componente del nucleo familiare successivo al secondo, fino a un massimo di 90.000 euro complessivi. Il possesso dei requisiti non comporta tuttavia l’assegnazione automatica del contributo. Le domande saranno valutate attraverso un sistema a punteggio, che terrà conto sia della situazione economica del nucleo familiare sia dell’anzianità contributiva a quota intera maturata nel periodo 2017-2026.
La graduatoria considererà quindi non soltanto le condizioni economiche dei richiedenti, ma anche la loro storia contributiva. Il punteggio ottenuto determinerà la posizione in graduatoria e, di conseguenza, la possibilità di accedere al beneficio, nei limiti dello stanziamento previsto.
Anche l’importo del contributo non sarà necessariamente uguale per tutti i beneficiari, ma sarà determinato in funzione del punteggio conseguito e delle risorse disponibili. I 400.000 euro stanziati dall’ENPAF per il 2026 saranno infatti destinati agli aventi diritto fino a esaurimento delle risorse, secondo l’ordine risultante dalla graduatoria.
L’erogazione del contributo sarà subordinata all’approvazione delle graduatorie definitive. Per i farmacisti liberi professionisti interessati sarà quindi importante verificare il possesso di tutti i requisiti previsti e predisporre la documentazione necessaria per partecipare alla procedura.
La conferma della misura da parte dell’ENPAF si inserisce nel quadro degli interventi di welfare di categoria a sostegno dei farmacisti autonomi, offrendo un supporto economico ai professionisti che svolgono la propria attività in forme diverse dal lavoro subordinato. Il contributo combina così la valutazione della situazione economica del nucleo familiare con quella della continuità contributiva, attraverso una graduatoria basata su criteri definiti e sulle risorse disponibili.




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