
L’Agenzia europea del farmaco ha raccomandato il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione europea per Susvimo, a base di ranibizumab, nel trattamento degli adulti con degenerazione maculare legata all’età nella forma neovascolare. Il medicinale è destinato ai pazienti con malattia stabile dopo risposta a una precedente terapia intravitreale con inibitori del VEGF.
La novità non riguarda soltanto il principio attivo, già noto in ambito oftalmologico, ma soprattutto il sistema di somministrazione. Susvimo viene infatti rilasciato attraverso un impianto oculare ricaricabile, il primo di questo tipo approvato nell’Unione europea, progettato per liberare ranibizumab nel tempo e da rifornire ogni sei mesi.
La degenerazione maculare senile è una patologia cronica e progressiva della macula, tra le principali cause di perdita della visione centrale dopo i 50 anni. Nella variante neovascolare, se non trattata, può determinare un calo rapido e marcato dell’acuità visiva, con un impatto rilevante sulla qualità di vita e sull’autonomia dei pazienti.
Fino a oggi, i medicinali a base di ranibizumab autorizzati nell’Ue per questa indicazione sono stati somministrati tramite iniezione intravitreale, in genere a cadenza mensile, con visite specialistiche ripetute nel tempo. Secondo EMA, questo schema può diventare gravoso per pazienti, caregiver e sistemi sanitari, incidendo anche sull’aderenza terapeutica e sulla continuità dei risultati clinici osservati negli studi.
Nel dossier valutato dal CHMP, uno studio di fase 3 su 415 pazienti ha mostrato che Susvimo è risultato comparabile alle iniezioni intravitreali di ranibizumab ogni quattro settimane nel mantenimento degli esiti visivi e anatomici. Il profilo di sicurezza comprende eventi avversi oculari e locali, tra cui irite, cataratta, emorragia congiuntivale, dolore oculare, corpi mobili vitreali e cefalea.
Il parere del CHMP rappresenta ora un passaggio intermedio: il dossier passa alla Commissione europea per la decisione finale sull’autorizzazione valida in tutta l’Ue. In caso di via libera, resteranno poi le valutazioni nazionali su prezzo e rimborsabilità, secondo le dinamiche dei singoli sistemi sanitari.




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