
La ricerca ha coinvolto oltre 500 farmacisti di Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna ed è stata completata da più di 20 interviste rivolte a professionisti ed esperti del comparto europeo.
Per l’Italia emerge soprattutto il peso della relazione tra farmacista e consumatore: il 70% delle persone segue il consiglio del professionista quando viene indicata una specifica soluzione. Un dato che evidenzia il ruolo della farmacia non soltanto come punto di dispensazione, ma anche come luogo di orientamento nelle decisioni legate alla salute.
La funzione della farmacia potrebbe ampliarsi ulteriormente nei prossimi anni. Il 48% dei farmacisti italiani intervistati considera infatti la prevenzione destinata a diventare una delle attività più rilevanti all’interno della propria professione.
L’evoluzione del canale passa anche attraverso la digitalizzazione. La crescente disponibilità di informazioni sanitarie online e la diffusione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale non sembrano necessariamente ridurre il valore della consulenza professionale. Al contrario, secondo il 19% dei farmacisti coinvolti, la maggiore complessità delle informazioni disponibili spinge i consumatori a ricercare un supporto qualificato per valutarle.
Una domanda di self-care ancora da sviluppare
Nonostante il rapporto di fiducia con il farmacista, il mercato presenta margini di sviluppo. Il 57% dei farmacisti italiani identifica infatti nella limitata domanda da parte dei consumatori uno dei principali freni all’espansione delle raccomandazioni relative al self-care.
In questo scenario, il ruolo delle aziende produttrici potrebbe diventare determinante. Secondo le stime raccolte dallo studio, un maggiore sostegno al canale farmacia potrebbe tradursi in una crescita dei ricavi del self-care fino al 10% nell’arco dei prossimi tre anni.
Il contributo dei produttori
L’opportunità individuata dalla ricerca non riguarda esclusivamente l’incremento delle vendite dei singoli prodotti. Un maggiore investimento nella farmacia potrebbe infatti comprendere formazione professionale, strumenti di supporto e materiali utili alla consulenza, contribuendo a rafforzare la capacità del farmacista di accompagnare il consumatore nella scelta.
Per il comparto farmaceutico, il quadro delineato dal Better Health Report 2026 indica quindi una direzione precisa: valorizzare maggiormente il rapporto tra industria, farmacia e consumatore potrebbe sostenere la diffusione di una cultura del self-care più consapevole e, contemporaneamente, aprire nuovi spazi di crescita per il mercato.




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