
Accesso al farmaco più equo, revisione dei meccanismi di payback, potenziamento delle farmacie come presidi sanitari territoriali e digitalizzazione integrata dei sistemi informativi sanitari: sono questi i pilastri del disegno di legge delega per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica, il cui testo proposto dalla 10ª Commissione Permanente del Senato è stato comunicato alla Presidenza il 14 luglio 2026. Il provvedimento, collegato alla manovra di finanza pubblica, delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi entro il 31 dicembre 2026.
Il quadro normativo di riferimento è costruito su due livelli di principi direttivi. Quelli generali, contenuti nell'articolo 2, orientano i decreti attuativi verso il miglioramento dell'accesso al farmaco, l'ottimizzazione dei servizi sanitari, il rafforzamento della rete assistenziale e il controllo della spesa. L'articolo 3 declina invece i criteri specifici, introducendo alcune novità rispetto al testo originario del Governo.
Tra le modifiche introdotte dalla Commissione spicca la lettera b-bis, che prevede la revisione dei limiti quantitativi alla titolarità delle farmacie da parte di società di capitali, abbassando la quota massima di controllo consentita, un intervento che ridisegna il perimetro della proprietà farmaceutica privata. Viene inoltre rafforzato il criterio sulla digitalizzazione, estendendo esplicitamente le finalità dei sistemi informativi al monitoraggio degli esiti terapeutici, al potenziamento della farmacovigilanza e alla produzione di evidenze cliniche concrete.
Particolare attenzione è riservata al ruolo delle farmacie territoriali come nodi della rete assistenziale di prossimità, in coerenza con gli obiettivi del PNRR, componenti M6C1 e M5C3. Il testo approvato dalla Commissione introduce il riferimento esplicito all'aderenza terapeutica come obiettivo della televisita e del telemonitoraggio erogati dalle farmacie. Per le aree interne, rurali e a bassa densità abitativa, viene aggiunta la possibilità di attivare dispensari farmaceutici gestiti dalle farmacie già presenti sul territorio, strumento di presidio assistenziale nelle zone più fragili del Paese.
La revisione dei tetti della spesa farmaceutica e dei meccanismi di ripiano rimane tra i punti più delicati del provvedimento, anche per i profili di compatibilità finanziaria sollevati dalla 5ª Commissione. Il Governo ha chiarito che la riforma potrà prevedere una modulazione progressiva del concorso al ripiano da parte delle imprese, meccanismi di premialità selettiva per chi investe in ricerca e produzione in Italia, e una differenziazione del payback per area terapeutica. La quantificazione degli effetti finanziari è tuttavia rinviata ai singoli decreti attuativi, corredati di relazione tecnica verificata dal Ministero dell'economia.
La 4ª Commissione ha espresso parere non ostativo, rilevando la coerenza del provvedimento con il Pharma Package europeo del 2023 e con il Critical Medicines Act in corso di approvazione in sede di Consiglio dell'Unione. La 2ª Commissione ha invece segnalato la necessità di maggiore precisione nei criteri di delega relativi alle sanzioni penali e amministrative, richiamando la giurisprudenza costituzionale in materia. Le risorse stanziate per la digitalizzazione ammontano a 16,25 milioni di euro per il 2026, 20,25 milioni per il 2027 e 4 milioni annui a regime dal 2028.




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