
Le encefalopatie epilettiche dello sviluppo (DEE) rappresentano le forme più severe di epilessia, caratterizzate da crisi farmacoresistenti, compromissione neurologica e un elevato rischio di complicanze, tra cui stato epilettico e morte improvvisa correlata all'epilessia (SUDEP). Nonostante i progressi terapeutici, molti pazienti continuano a non raggiungere un controllo soddisfacente delle crisi e una parte consistente di questa popolazione è rimasta finora esclusa dagli studi registrativi.
In questo contesto si inseriscono i risultati dello studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di fase 1b/2a PACIFIC, che ha valutato bexicaserina, agonista altamente selettivo del recettore serotoninergico 5-HT2C, in adolescenti e adulti con diverse forme di DEE. Il farmaco è stato sviluppato per modulare l'eccitabilità neuronale attraverso l'attivazione degli interneuroni inibitori, limitando al contempo gli effetti indesiderati associati ad altri sottotipi recettoriali della serotonina.
Lo studio ha incluso pazienti con sindrome di Dravet, sindrome di Lennox-Gastaut e altre encefalopatie epilettiche dello sviluppo, superando l'approccio tradizionale che concentra le sperimentazioni su poche sindromi specifiche. L'obiettivo principale era valutare sicurezza, tollerabilità ed efficacia come terapia aggiuntiva a un regime stabile di farmaci antiepilettici.
Durante i 75 giorni di trattamento, bexicaserina ha mostrato un profilo di tollerabilità favorevole. La sonnolenza è stata l'evento avverso più frequentemente associato all'interruzione della terapia, prevalentemente nella fase di titolazione, suggerendo che un incremento più graduale della dose potrebbe migliorarne ulteriormente la gestione. Tutti i pazienti che hanno completato lo studio hanno aderito alla successiva estensione in aperto.
Sul piano dell'efficacia, il trattamento ha determinato una riduzione mediana del 59,8% della frequenza delle crisi motorie conteggiabili, rispetto al 17,4% osservato con placebo. Il beneficio è risultato consistente nei diversi sottogruppi di DEE, con riduzioni del 74,6% nella sindrome di Dravet, del 50,8% nella sindrome di Lennox-Gastaut e del 65,5% nelle altre forme di encefalopatia epilettica. Inoltre, il 60% dei pazienti trattati ha ottenuto una diminuzione di almeno il 50% della frequenza delle crisi, rispetto al 33,3% del gruppo placebo.
Secondo gli autori, uno degli aspetti più innovativi dello studio riguarda l'impiego delle crisi motorie conteggiabili come endpoint comune e l'inclusione di pazienti con eziologie differenti in un unico protocollo sperimentale. Questo modello potrebbe ampliare l'accesso agli studi clinici per persone finora escluse e favorire lo sviluppo di trattamenti destinati all'intero spettro delle DEE.
I risultati hanno sostenuto l'avvio del programma globale di fase 3. La Food and Drug Administration statunitense ha inoltre attribuito a bexicaserina le designazioni di Orphan Drug per la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut, Rare Pediatric Disease per la sindrome di Dravet e Breakthrough Therapy per il trattamento delle crisi associate alle encefalopatie epilettiche dello sviluppo, riconoscimenti che potrebbero accelerarne il percorso di sviluppo clinico.




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