
Uno degli elementi centrali riguarda il sostegno alla ricerca e sviluppo, alla produzione e all’innovazione nel settore farmaceutico. Il documento punta inoltre a favorire l’espansione del mercato dei medicinali innovativi coperti da brevetto, comprendendo prodotti first-in-class e best-in-class, con l’obiettivo di avvicinarne la crescita a quella registrata mediamente negli altri Paesi del G7.
Particolare attenzione viene riservata anche alla politica dei prezzi dei farmaci innovativi. Tra gli indirizzi considerati figura un maggiore riconoscimento del valore dell’innovazione nella fase di inserimento dei medicinali nel sistema assicurativo sanitario nazionale, mantenendo condizioni adeguate durante la durata della protezione brevettuale. Secondo EFPIA, l’attuazione concreta di queste misure sarà determinante per verificare la coerenza tra gli obiettivi dichiarati e le politiche effettivamente adottate.
La strategia giapponese considera inoltre la dimensione internazionale della competitività farmaceutica. Le dinamiche dei prezzi nei principali mercati possono infatti influenzare le decisioni delle aziende relative alla localizzazione degli investimenti, allo svolgimento degli studi clinici e alla disponibilità dei nuovi medicinali nei diversi Paesi.
Un ulteriore elemento indicato da EFPIA riguarda il rapporto strutturato tra istituzioni e industria. Il Giappone dispone di un Public-Private Council attraverso il quale autorità pubbliche e rappresentanti dell’industria collaborano nell’individuazione delle criticità e nella definizione delle strategie per la competitività del comparto.
Per l’Europa, questo modello potrebbe tradursi nella creazione di una piattaforma permanente capace di coinvolgere Commissione europea, Stati membri e industria farmaceutica, favorendo un coordinamento tra politiche sanitarie, industriali e commerciali.
Secondo i dati riportati da EFPIA, nel 2025 l’industria farmaceutica basata sulla ricerca ha investito 60 miliardi di euro in ricerca e sviluppo in Europa e sostiene circa 2,3 milioni di posti di lavoro. Il settore rappresenta inoltre un elemento rilevante per il saldo commerciale dell’Unione.
La scelta del Giappone evidenzia quindi una questione strategica per l’Europa: creare condizioni favorevoli a innovazione, investimenti e produzione potrebbe diventare un fattore decisivo per preservare nel tempo la competitività del sistema farmaceutico europeo.




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