
Alla componente legata alle sostanze si affiancano forme di dipendenza e comportamenti potenzialmente problematici associati alle attività digitali e al gioco. Un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità rileva che oltre uno studente su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio riferito a social media, gaming o gioco d’azzardo. La quota raggiunge il 17,3% tra gli 11-13enni e il 17,9% nella fascia 14-17 anni.
Un problema che richiede una presa in carico multidimensionale
La varietà dei comportamenti coinvolti rende sempre più importante un intervento precoce e personalizzato. Il trattamento delle dipendenze richiede infatti l’integrazione di valutazione medica, supporto psicologico e psicoterapeutico e, quando indicato, terapia farmacologica.
In questo contesto si colloca la collaborazione tra Kormed, brand sanitario di Clariane Italia, e Brain&Care, che ha portato l’impiego della Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) in alcune strutture sanitarie del gruppo, tra cui il Poliambulatorio Kormed Saccardo di Milano.
La TMS è una tecnica non invasiva che utilizza impulsi di campo magnetico per modulare l’attività di specifiche aree cerebrali. Il suo utilizzo clinico è consolidato in alcuni ambiti neuropsichiatrici, mentre il possibile impiego nei disturbi da uso di sostanze e nelle dipendenze comportamentali è oggetto di ricerca e valutazione scientifica.
Dalla modulazione cerebrale alla personalizzazione del trattamento
L’interesse per la TMS nelle dipendenze deriva anche dalle conoscenze sui circuiti cerebrali coinvolti nel controllo degli impulsi, nella motivazione e nei meccanismi della ricompensa. La modulazione di determinate regioni cerebrali viene studiata con l’obiettivo di intervenire sui meccanismi neurobiologici associati al comportamento di dipendenza.
La tecnica non dovrebbe essere considerata un’alternativa autonoma alla presa in carico tradizionale. Il suo potenziale risiede piuttosto nell’inserimento all’interno di percorsi terapeutici integrati, nei quali interventi neurobiologici, psicoterapia e assistenza medica concorrono alla definizione di un programma individualizzato.
Per le dipendenze in età adolescenziale, tuttavia, resta centrale l’identificazione precoce del problema e la valutazione complessiva della persona. La crescente diffusione di comportamenti problematici legati sia alle sostanze sia all’ambiente digitale rende necessario rafforzare prevenzione, intercettazione precoce e continuità assistenziale, affiancando alle nuove tecnologie interventi basati sulle evidenze e una presa in carico multidisciplinare.




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