
Quando la dipendenza si nasconde dietro uno schermo
Secondo gli esperti, il concetto stesso di droga si sta ampliando. Oggi non riguarda soltanto le sostanze stupefacenti, ma comprende anche quei comportamenti digitali compulsivi che agiscono sugli stessi circuiti cerebrali della ricompensa e del piacere coinvolti nelle dipendenze tradizionali. «Le sostanze stupefacenti classiche sono purtroppo sempre drammaticamente diffuse ma si stanno evolvendo in gravi disfunzioni comportamentali e digitali – spiega Sani –. Parliamo di un uso compulsivo e patologico della tecnologia nelle sue varie forme: dal generico tempo passato davanti a uno schermo ai social network e ai videogiochi. Queste dinamiche agiscono sugli stessi network cerebrali stimolati dalle sostanze stupefacenti, compromettendo seriamente lo sviluppo psicologico, relazionale ed educativo dei nostri ragazzi».
Il problema, sottolinea lo psichiatra, è che queste forme di disagio si consumano soprattutto dentro le mura domestiche e risultano spesso invisibili agli adulti. «I genitori rimangono del tutto ignari del dramma che stanno vivendo i propri figli, scambiando l'isolamento per semplice timidezza o abitudine generazionale», osserva Sani.
Smartphone e social, adolescenti sempre più esposti
I dati raccolti negli studi internazionali confermano la crescita delle dipendenze digitali. Negli ultimi vent'anni si è registrato un aumento costante dell'uso problematico di smartphone, social media, internet e videogiochi, con gli adolescenti che rappresentano la fascia più vulnerabile. In particolare, una revisione pubblicata su Archives of Psychiatric Nursing evidenzia che circa un adolescente su quattro nel mondo presenta un utilizzo dei social riconducibile a forme di dipendenza. Un altro studio pubblicato su JAMA mostra che quasi la metà dei ragazzi manifesta livelli elevati di dipendenza da smartphone, mentre oltre il 40% presenta un uso dei videogiochi considerato ad alto rischio.
L'intelligenza artificiale entra nella vita quotidiana dei ragazzi
Tra le novità più rilevanti emerge anche la diffusione dell'IA generativa tra i più giovani. Secondo il report europeo European Children's Use and Understanding of Generative AI, il 72% dei ragazzi tra 13 e 17 anni utilizza abitualmente strumenti di intelligenza artificiale. Per gli specialisti il tema non va affrontato con allarmismo, ma con consapevolezza. L'uso delle nuove tecnologie non rappresenta di per sé un problema; diventa però critico quando sostituisce progressivamente le relazioni reali o viene utilizzato come risposta esclusiva a un disagio psicologico sottostante.
Le sostanze illegali tra i minorenni
Accanto alle dipendenze comportamentali continua a crescere la preoccupazione per il consumo di sostanze stupefacenti. Secondo la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze, nel 2025 quasi 350 mila studenti under 18 hanno dichiarato di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nell'ultimo anno, pari al 23% della popolazione scolastica minorenne. Il dato risulta in aumento del 20% rispetto all'anno precedente. Le sostanze maggiormente diffuse restano cannabis e cocaina. Lo stesso rapporto evidenzia inoltre che circa 15 mila studenti tra gli 11 e i 13 anni presentano comportamenti riconducibili alla social media addiction, mentre oltre 111 mila ragazzi risultano a rischio di internet gaming disorder.
Dietro la dipendenza spesso si nasconde un disagio psichico
Secondo il responsabile del CEPID, concentrarsi esclusivamente sul comportamento problematico rischia di essere riduttivo. «Questi ragazzi sovente hanno un disagio o una vera patologia psichiatrica che si manifesta attraverso la dipendenza. Dobbiamo sì lavorare su questa, ma anche sulla situazione psichica di base del ragazzo e sul contesto familiare e relazionale nel suo insieme», precisa Sani.
Da qui la necessità di costruire percorsi multidisciplinari che coinvolgano famiglie, scuole e centri specialistici. «Questi ragazzi non stanno semplicemente attraversando una fase difficile o un momento di ribellione: soffrono e vanno aiutati e curati. Occorre strutturare percorsi di prevenzione e cura integrati, che uniscano il supporto psichiatrico alla riabilitazione comportamentale e al sostegno familiare», afferma lo specialista.
Un fenomeno globale che continua a espandersi
Il quadro italiano si inserisce in una tendenza internazionale. Secondo il World Drug Report delle Nazioni Unite, oltre 330 milioni di persone nel mondo fanno uso di sostanze stupefacenti, con un incremento del 5,2% negli ultimi dieci anni. Parallelamente cresce il peso delle dipendenze digitali e dei comportamenti compulsivi legati alle nuove tecnologie.
Per il professor Sani la sfida consiste nell'accompagnare i giovani nella comprensione di un mondo sempre più interconnesso, evitando sia le demonizzazioni sia le sottovalutazioni del problema. «Siamo davanti a un mondo completamente nuovo, che non va demonizzato né considerato la causa di ogni male – conclude l’esperto –. Bisogna imparare a conoscerlo e gestirlo, proteggendo i nostri ragazzi non dal mondo in sé, ma dalle sue potenziali degenerazioni».




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.