
La morte di Abderrahim Fakir a Bologna riporta al centro il tema della gestione delle persone in stato di agitazione psicomotoria. La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) esprime cordoglio per l'accaduto e sollecita un confronto nazionale tra professionisti sanitari, istituzioni e forze dell'ordine per definire protocolli condivisi, standard formativi e indicazioni normative uniformi sulla sedazione farmacologica urgente.
La sedazione è una procedura complessa
"La sedazione può rappresentare, in circostanze selezionate, una componente essenziale del trattamento, sebbene non costituisca una procedura semplice e priva di rischi. Per questo serve un confronto nazionale tra professionisti sanitari, forze dell'ordine e istituzioni per la definizione di protocolli condivisi, standard formativi e indicazioni normative uniformi", afferma la Siaarti.
Secondo la società scientifica, la somministrazione di farmaci sedativi a una persona fortemente agitata richiede una valutazione clinica immediata, la scelta del farmaco e della via di somministrazione più appropriati, il monitoraggio continuo del paziente e la capacità di riconoscere e trattare tempestivamente eventuali complicanze, tra cui depressione respiratoria, ostruzione delle vie aeree e instabilità emodinamica.
Le criticità del sistema
Per gli anestesisti il quadro normativo e organizzativo presenta ancora elementi di disomogeneità. La Siaarti osserva infatti che le norme attuali non forniscono indicazioni sufficientemente uniformi sui presupposti, sulle responsabilità professionali, sulle procedure operative e sulle garanzie che devono accompagnare la sedazione farmacologica urgente nei contesti extraospedalieri.
A ciò si aggiungono importanti differenze regionali nell'organizzazione dell'emergenza territoriale, dalla composizione degli equipaggi alla presenza del medico a bordo, fino alla formazione del personale, alla disponibilità dei farmaci e alle modalità di collaborazione con le forze dell'ordine.
Bignami: "Servono risposte condivise"
"Di fronte a eventi così drammatici - dichiara Elena Bignami, presidente della Siaarti - è comprensibile cercare risposte immediate, ma attribuire a una singola procedura o un unico elemento organizzativo la capacità di evitare sempre conseguenze tragiche rischia di restituire una rappresentazione incompleta".
Per la presidente della società scientifica è quindi necessario aprire un confronto nazionale che coinvolga tutti gli attori interessati, con l'obiettivo di definire protocolli condivisi e criteri omogenei per la gestione dei pazienti in stato di agitazione, garantendo al tempo stesso la sicurezza delle persone assistite e degli operatori coinvolti.




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