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La vitamina D valida anche contro l'autismo. Studio olandese

Neurologia

Riportato sulla rivista Pediatrics, il caso suggerisce due fatti importanti: innanzitutto l'autismo potrebbe, almeno in alcuni casi, essere direttamente collegato a una carenza di vitamina D, in secondo luogo potrebbe risultare utile analizzare i bambini con diagnosi di autismo alla ricerca di un'eventuale carenza di questa vitamina e, se presente, agire prontamente per correggerla. L'autismo è una malattia complessa, di origine ancora sconosciuta e con tanti livelli di gravità. Distintivi della malattia sono disturbi nella sfera della socialità, difficoltà di interazione con gli altri. Insieme alla ricerca di base (scoperti vari geni potenzialmente legati alla malattia), si muovono di pari passo i tentativi di cura, sia a livello preclinico (test su animali), sia clinico, sui pazienti. Va senz'altro ricordato tra questi il recentissimo lavoro pubblicato sulla rivista PNAS da esperti del Massachusetts General Hospital for Children di Boston, studio che ha coinvolto 44 pazienti di 13-27 anni con autismo da moderato a grave. La ricerca ha dimostrato che una sostanza con proprietà antiossidanti che si estrae dai broccoli chiamata sulforafano migliora alcuni sintomi tipici dell'autismo, sia problemi comportamentali sia di interazione sociale.

 

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Un lavoro presso la University of Washington a Seattle ha mostrato la possibilità di usare contro l'autismo i farmaci anti-ansia e una prima sperimentazione clinica su pazienti è già iniziata in collaborazione tra Astra-Zeneca e i National Institutes of Health statunitensi. Gli ansiolitici agiscono sui sintomi principali dell'autismo, migliorando le interazioni sociali, riducendo i comportamenti ripetitivi e i deficit cognitivi tipici della malattia. Nel 2013 sono arrivati gli importanti risultati di una sperimentazione clinica avanzata (fase II) su un potenziale farmaco (arbaclofene), i cui risultati sono stati annunciati all'International Meeting for Autism Research (IMFAR) a San Sebastian (Spagna). Il farmaco aiuta i pazienti a uscire dalla loro ''chiusura sociale'', che li aiuti a combattere le difficoltà relazionali. Anche in Italia la ricerca sull'autismo è molto attiva e nuovi spiragli arrivano da uno studio firmato da Giuseppe Testa dell'Istituto europeo di oncologia e dell'università degli Studi di Milano, su Nature Genetics, in cui si è studiata una possibilità di cura per una malattia ereditaria, la sindrome di Williams, che per certi versi ha sintomi opposti all'autismo. Tante le opzioni in gioco, quindi: tra queste la vitamina D, non a caso molto importante per lo sviluppo del cervello (carenze di vitamina D sono associate a anomalie cerebrali molto simili a quelle tipiche dell'autismo). Bisognerà ora estendere lo studio ad altri pazienti, capire se in altri casi di autismo è coinvolta la carenza vitaminica e se ripristinando un corretto apporto vitaminico i sintomi autistici rientrano almeno in parte.

 

 

Fonte: ansa

Neurologia
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