Un gruppo di farmaci comunemente usati per trattare il diabete può raddoppiare il rischio di fratture ossee nelle donne. Si tratta dei tiazolidinedioni usati per trattare il diabete di tipo 2.
E' quanto emerge da uno studio della University of East Anglia e della Wake Forest University. L'uso prolungato, per più di un anno di questi farmaci, secondo la ricerca pubblicata sul Medical Association Journal, riduce significativamente la densità ossea, raddoppiando il rischio di fratture nelle donne, mentre gli stessi risultati non sono stati riscontrati negli uomini. ''Sapevamo che esiste un'associazione tra tiazolidinedioni e rischio di frattura, tuttavia l'entità del rischio non era stata valutata - ha detto Sonal Singh co-autore dello studio - il nostro studio dimostra chiaramente che questi agenti causano l'aumento del rischio di fratture ossee nelle donne di due volte''.
Il diabete non controllato può causare problemi seri. Scopri le principali complicanze del diabete non controllato: cosa sono, come riconoscerle e come prevenirle.
Torna l’evento dedicato al diabete tipo 1. Un’occasione per unire esperti e comunità e condividere aggiornamenti clinici e strumenti per gestire la malattia.
Si tratta di un nuovo farmaco per conservare la funzione beta internazionale: è la ricerca Fabulinus, e quello del pediatrico fiorentino è l'unico centro italiano attivo coinvolto
Soprattutto se rossa e lavorata, analisi su 2 milioni di persone
Arriva in Italia un sistema di monitoraggio continuo del glucosio che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per prevedere l’andamento glicemico e il rischio di ipoglicemia, anche nelle ore notturne. Un passo avanti nella gestione personalizz
Non basta camminare. Variare l’attività fisica migliora glicemia, muscoli e cuore
Una nuova classificazione del diabete tipo 2 supera il concetto di fase “intermedia” e spinge verso interventi più tempestivi
Commenti