L’importanza della diagnosi precoce dell’iperaldosteronismo primario

Cardiologia | Gianpaolo Rossi | 30/06/2015 13:38

Secondo la SIIA una diagnosi tempestiva dell’ipertensione è fondamentale per ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari.

L'ipertensione è il principale fattore di rischio di eventi cardiovascolari, soprattutto d’infarto miocardico e ictus. Una diagnosi precoce e accurata dell’etiologia dell’ipertensione è fondamentale per selezionare tempestivamente il trattamento più corretto che consenta di guarire dall’ipertensione definitivamente ovvero di tenere sotto controllo i valori pressori riducendo in modo sostanziale l’insorgenza di complicanze cardiovascolari. [1]

Attualmente, il controllo della pressione arteriosa è insoddisfacente nella maggior parte dei paesi occidentali tra cui l'Italia. Sulla base di queste considerazioni la SIIA (Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa) mira a generare e promuovere interventi per migliorare il controllo della pressione arteriosa in Italia. [1]

Lo studio clinico PAPY (Prevalenza dell’iperaldosteronismo negli ipertesi), condotto nei centri della SIIA, che rappresenta la più grande indagine prospettica mai progettata per valutare la prevalenza dell’iperaldosteronismo primario (PA), ha dimostrato che questa patologia riguarda più dell’11% dei pazienti affetti da ipertensione che raggiungono i centri italiani per l’ipertensione. [1,2]

 Si tratta quindi di una causa di ipertensione assai frequente e generalmente sottodiagnosticata. Secondo le linee guida correnti,  il primo passo per diagnosticare l’iperaldosteronismo primario è, verificare la presenza di un’iperproduzione di aldosterone indipendente dal sistema renina-angiotensina. Attualmente, il test di screening più utilizzato a tale fine  è il rapporto aldosterone/renina (ARR) che dipende dai livelli plasmatici di aldosterone e renina. Tale rapporto dipende, ovviamente dal tipo di saggio utilizzato per misurare la renina e dalle unità di misura utilizzate. [1]

Come indicato nelle raccomandazioni pratiche della SIIA, l'ARR è considerato indicativo di PA solo se la concentrazione plasmatica di aldosterone supera 12-15 ng/dL, con un intake di sodio superiore ai 150 mEq/giorno misurato con la raccolta delle urine delle 24h nel giorno in cui è determinato l'ARR.

La renina può oggi essere determinata con precisione misurando direttamente la concentrazione della renina attiva (DRC) oppure valutando l'attività della renina plasmatica (PRA). In entrambi i casi è buona norma, fissare il valore minimo considerabile a 0.6 mUI/dL-0.36 ng/mL per la DRC e 0.2 ng/mL/h per la PRA. [1]

Questo semplice accorgimento evita di diagnosticare come PA i molti casi d’ipertensione essenziale a bassa renina. Fatta la diagnosi “biochimica” di iperaldosteronismo primario il paziente potrà essere sottoposto al trattamento specifico con farmaci antagonisti del recettore mineralcorticoide ovvero, qualora si sia dimostrata un’iperproduzione monolaterale di aldosterone mediante il cateterismo surrenalico, alla surrenectomia laparoscopica che in questi casi è il miglior intervento disponibile. [1]

La determinazione della renina può consentire inoltre d’identificare i pazienti con ipertensione renovascolare che, se affetti da fibrodisplasia delle arterie renali vengono efficacemente trattati con l’angioplastica renale, e se affetti da stenosi aterosclerotica possono necessitare di angioplastica e stenting.

In conclusione, le raccomandazioni SIIA sottolineano che per evitare gravi complicanze cardiovascolari, l’iperaldosteronismo primario e l’ipertensione renovascolare devono essere diagnosticati il più presto possibile e con precisione seguendo metodologie e parametri di riferimento adeguati. Infatti, solo una diagnosi tempestiva e accurata permetterà un trattamento mirato, un miglioramento a lungo termine del controllo dell’ipertensione e la regressione del danno cardiovascolare con grande beneficio per la salute del paziente e un risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. [1]

 

 Riferimenti bibliografici:

1.Rossi GP, Dalla Cà A; Italian Society of Hypertension. Clinical management of primary aldosteronism: 2013 Practical Recommendations of the Italian Society of Hypertension (SIIA). High Blood Press Cardiovasc Prev. 2014; 21:71-5

 2.Rossi GP, Bernini G, Caliumi C, Desideri G, Fabris B, Ferri C, Ganzaroli C, Giacchetti G, Letizia C, Maccario M, Mallamaci F, Mannelli M, Mattarello MJ, Moretti A, Palumbo G, Parenti G, Porteri E, Semplicini A, Rizzoni D, Rossi E, Boscaro M, Pessina AC, Mantero F; PAPY Study Investigators. A prospective study of the prevalence of primary aldosteronism in 1,125 hypertensive patients. J Am Coll Cardiol. 2006; 48:2293-300

 

 

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