Proprio quando daremmo qualunque cosa per nasconderle, loro si disegnano sul viso tradendo la nostra intimità emotiva: frutto di piccoli e spesso impercettibilmente precisi movimenti muscolari, le espressioni del viso, specchio dell'anima, sono un 'linguaggio' universale che pare venire da lontano, eredità dei nostri antenati, nato per assolvere a funzioni pratiche al di là di quella della comunicazione.
Uno studio unico nel suo genere pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology svela infatti che il linguaggio del viso è radicato nella nostra stessa natura e quindi non è figlio di un processo di apprendimento; come a dire che nasciamo già capaci di esprimere emozioni attraverso la mimica del volto. Realizzato presso la San Francisco State University da David Matsumoto, lo studio si è basato sul confronto di oltre 4800 foto di visi di atleti delle Olimpiadi del 2004 e delle Paraolimpiadi, sportivi non vedenti dalla nascita e atleti dalla vista sana. Pur non avendo mai potuto vedere le espressioni sui visi altrui, i non vedenti manifestano le proprie emozioni esattamente con gli stessi movimenti del viso dei vedenti, movimenti innati, quindi, infatti i non vedenti in nessun caso possono averli appresi osservando gli altri.
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Medici e infermieri, su tutti, presentano un allarmante tasso di suicidio che corrisponde a 21 ogni 100mila abitanti, rispetto alla popolazione “normale”
"I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza e l'altro indiretto, perché l'interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale"
Rigon, "serve un tavolo nazionale per interventi di prevenzione"
Firmato il decreto di riparto per il Piano nazionale salute mentale 2025-2030. Previsti oltre 250 milioni aggiuntivi nei prossimi quattro anni. Il ministro: "Non fondi a pioggia ma interventi mirati".
La SIPPF denuncia la crisi del sistema REMS e il sovraccarico dei Dipartimenti di salute mentale nei casi ad alta complessità.
Lo yoga accelera il recupero dall’astinenza da oppioidi e migliora dolore, sonno, ansia e variabilità della frequenza cardiaca.
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
Commenti