
La nuova frontiera dell'applicazione alla medicina di modelli logico-matematici presi in prestito dall'informatica e' esplorata al Burnham Institute di San Diego, in California, da un team guidato dal medico italiano Giovanni Paternostro, che è riuscito ad ottenere risultati significativi proprio per la scelta dei farmaci chemioterapici. Il problema di partenza, come spiega un articolo pubblicato sulla rivista online ''Plos Computational Biology'', è molto semplice : nella terapia farmacologica per aggredire le cellule tumorali la difficoltà maggiore sta nello scegliere quale sia la combinazione più efficace in un paniere molto ampio di farmaci. Ad esempio , se bisogna individuare un ''cocktail'' di sei farmaci tra un gruppo di cento, somministrati a tre diversi dosaggi, si arriva a un numero ''mostre'' di combinazioni, pari a 10 elevato alla undicesima potenza: scegliere quale sia la miscela vincente diventa più difficile che trovare il tradizionale ago nel pagliaio. Il problema non è puramente teorico: tra migliaia di combinazioni di farmaci, alcune possono essere totalmente inefficaci, altre persino controproducenti, altre ancora risolutive. Insomma si tratta di scegliere tra la vita e la morte. L'idea di trasportare alla medicina i modelli matematici è venuta al dottor Paternostro durante l'incontro con l'ingegnere informatico italo-americano Andrew Viterbi (un ebreo rifugiatosi con la famiglia negli Stati Uniti all'epoca delle leggi razziali, oggi membro della prestigiosa Accademia nazionale delle scienze americana, alla quale solo i migliori scienziati americani sono invitati a far parte), inventore di un algoritmo utilizzato nella programmazione dei telefonini.




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