
Fuori dall'Italia, lo stanno testando a Oxford, Barcellona e Mosca, ed è molto diffuso in Oriente, dove è nato, ma è in uso non solo in Cina, patria che gli ha dato i natali, ma anche in Giappone, Corea del Sud, Malesia e Indonesia. Assomiglia a una Tac. E' dotato di un lettino sul quale si posiziona il malato, con una piccola vasca con acqua purificata al centro: il mezzo attraverso cui si diffondono gli ultrasuoni. I raggi vengono focalizzati ad alta intensità per surriscaldare e distruggere così il tessuto malato, propagandosi innocuamente attraverso i tessuti sani fino a raggiungere l'obiettivo. "Se il raggio degli ultrasuoni porta sufficiente energia ed è strettamente focalizzato – ha spiegato Costantino Campisi, dell'Istituto di ingegneria biomedica del Cnr - può causare un innalzamento locale della temperatura di sufficiente magnitudine da provocare la necrosi del tessuto. E questo accade senza danneggiare il tessuto circostante e senza oltrepassare il bersaglio da colpire". Nella zona da trattare, che viene identificata con un centraggio ecografico, si raggiunge un calore tra i 60 e i 100 gradi centigradi, in un'area che si aggira tra 1 e 3 millimetri. "Dunque si procede per gradi e con estrema precisione – ha spiegato Campisi - Si impiegano tra un'ora e mezza e le 4 ore per risolvere una massa tumorale di cinque centimetri".




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