
125 nati vivi nel 2007 in tutto il vecchio continente. A 'fotografare' la salute materno-infantile europea è il Progetto Euro-Peristat, che ha analizzato una trentina di indicatori chiave in 26 Paesi, stilando una sorta di classifica con punti di forza e punti di debolezza.
"Nessun Paese è perfetto, ma dal rapporto emerge che i dati più brillanti si registrano soprattutto nei Paesi scandinavi, mentre i peggiori spesso appartengono ai Paesi dell'Europa orientale. Con l'Italia in una posizione intermedia, nel complesso buona", precisa Marina Cuttini, responsabile dell'Epidemiologia dell'ospedale romano Bambino Gesù, che ha coordinato il braccio italiano del progetto.
In particolare, il numero di morti nel primo anno di vita varia dal 3 per mille in Svezia e Norvegia, al 4 per mille in Italia, fino all'8,1 per mille della Lituania e al 9,4 in Lettonia. Mentre la mortalità neonatale nei primi 28 giorni oscilla da circa 2 per mille nei Paesi scandinavi (2,8 in Italia) al 5,7 per mille in Lettonia. Stesso andamento per la mortalità fetale dopo le 28 settimane di gestazione: si varia da circa 2 nati morti per mille vivi in Slovacchia e Finlandia (3,7 in Italia) a 4,9 in Lettonia.
Il record del basso peso alla nascita (meno di 2.500 grammi) spetta alla Grecia, con l'8,5% dei neonati, insidiata dalla Spagna (8,3%) contro il 4% della Svezia (in Italia 6,7%).




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