
Con oltre 190 mila casi ogni anno in Italia, uno ogni tre minuti, e con circa 70 mila decessi, l'ictus - hanno spiegato gli esperti - rappresenta non solo la prima causa di invalidità, ma anche la terza di mortalità tra gli adulti nei paesi industrializzati: circa il 10-12% di tutti i decessi in un anno sono causati da ictus. Dati allarmanti, ma in progressivo miglioramento - rassicurano gli studiosi - grazie all'introduzione di nuovi farmaci e soprattutto di apposite strutture sanitarie, le stroke unit. Qui il paziente viene seguito da un gruppo multidisciplinare costituito da diverse figure, come cardiologi, neurologi, infermieri, fisioterapisti e rianimatori. ''L'importante è agire nel minor tempo possibile - ha spiegato Danilo Toni, direttore dell'Unità di trattamento neurovascolare del policlinico Umberto I di Roma - poichè le cellule nervose, private dell'ossigeno portato dal sangue, muoiono in pochi minuti''. Per Domenico Consoli, presidente della Sno (Società neurologi, neurochirurghi e neuroradiologi ospedalieri), nella cura dell'ictus in Italia ''nonostante l'esistenza di Linee nazionali, si registra tuttavia una notevole disomogeneità dei modelli organizzativi regionali in tutte le fasi assistenziali''.




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