
E' un altro passo in avanti verso le terapie su misura
Il cervello maschile e quello femminile lavorano a un ritmo diverso, specialmente quando ci sono in gioco le emozioni. La scoperta, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, è stata possibile grazie all'intelligenza artificiale e apre la strada a cure personalizzate per i disturbi neurologici e psichiatrici, che tengano conto anche delle differenze di genere. Il risultato si deve alla collaborazione tra l'Olanda, con l'Università di Twente e l'Istituto di Neuroscienze di Nimega, e la Svizzera, con l'università di Zurigo.
Era già acquisito da precedenti ricerche che il cervello femminile sia più capace di riconoscere le emozioni.
Ci sono delle basi biologiche che supportano questa evidenza. Questo non vale sole per le emozioni ma anche per molte patologie psichiatriche: i sintomi nell'uomo e nella donna sono distinti: l'uomo è più aggressivo, la donna un po' più introspettiva. Questa differenza è un riflesso, perché anche a livello biologico il network cerebrale è diverso". Quindi anche quando si affronta una malattia psichiatrica si deve considerare se la persona da trattare sia maschio o femmina. "Non è importante soltanto il sesso, ma anche il periodo dello sviluppo - prosegue Papaleo - perché si è visto, ad esempio, che se esaminiamo degli adulti, uomo e donna sono diversi. Ma dopo la menopausa le donne cominciano a essere ancora diverse rispetto a quando erano adulte perché il sistema ormonale cambia.
Accade qualcosa di analogo se guardiamo al periodo che precede l'adolescenza. Molta di questa biologia legata ai generi è collegata anche al ciclo ormonale perché ci sono ormoni che sono presenti e distinti dall'adolescenza fino alla menopausa. Naturalmente - conclude - tutto questo aiuta per la costruzione di terapie personalizzate".
Fonte: Scientific Reports
Rapporto Iss: 0,1 posti letto ogni 1.000 abitanti contro 0,64 della media Ocse. Calano strutture e personale, crescono prescrizioni di antipsicotici. Bellantone: “Serve orientare meglio le politiche”.
Via al Piano nazionale salute mentale: risorse per assunzioni e minori, ma la sfida resta superare frammentazione e disuguaglianze territoriali.
Dopo l’omicidio avvenuto in un reparto di psichiatria a Rieti, i servizi chiedono una riforma della legge che ha chiuso gli Opg. “Pazienti pericolosi trattenuti senza risorse e tutele. Così aumentano i rischi e lo stigma”.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha elaborato sei punti per la prevenzione e l'intervento, sperimentati nei contesti più difficili
Rapporto Iss: 0,1 posti letto ogni 1.000 abitanti contro 0,64 della media Ocse. Calano strutture e personale, crescono prescrizioni di antipsicotici. Bellantone: “Serve orientare meglio le politiche”.
Dall’indagine con Ipsos Doxa un nuovo segnale sul disagio giovanile e sul bisogno di ascolto non giudicante.
Commenti