
Esperto, "si rende meno sul lavoro e socialmente"
Ansia e depressione 'bloccano' in qualche modo le attività quotidiane del 10-15% degli italiani che finiscono per rendere meno socialmente, nel lavoro e dal punto di vista delle relazioni personali. A evidenziarlo, in occasione della presentazione della settimana del cervello, è Federico Zanon, psicologo e psicoterapeuta, vicepresidente dell'Ente di previdenza degli psicologi (Enpap).
"Si tratta di due stati che nella normalità funzionano bene. L'ansia ci serve perché ci preserva dai pericoli e ci prepara ad agire, la depressione per fermarci quando abbiamo dei comportamenti inappropriati - spiega Zanon -.
"Sono temi diffusissimi - osserva Zanon - di cui in nel Regno Unito se n'è occupata la London School of Economics ed è stato impostato un programma di trattamento gratuito a tappeto che ha raggiunto un milione di persone, trattate negli stadi precoci con la psicoterapia". "In Italia - conclude - siamo largamente indietro sul piano culturale perché ansia e depressione non vengono concepiti tanto come disturbi o forme di disagio da cui si può guarire, quanto come cose di cui vergognarsi, da tenere nascoste. C'è una cronica disorganizzazione dei servizi pubblici ed e' tutta spesa che fuoriesce delle tasche dei cittadini".
fonte: enpap
Approvato in Conferenza Stato-Regioni il nuovo Piano per la salute mentale. Psicologo di base, servizi territoriali e risorse dedicate al centro dell’intervento.
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
Uno studio evidenzia come l'isolamento sociale e la sofferenza fisica siano strettamente correlati
Una nuova indagine di Altroconsumo rivela come sta davvero la popolazione italiana, tra disagio psicologico, difficoltà di accesso alle cure e segnali di cambiamento
Rapporto Iss: 0,1 posti letto ogni 1.000 abitanti contro 0,64 della media Ocse. Calano strutture e personale, crescono prescrizioni di antipsicotici. Bellantone: “Serve orientare meglio le politiche”.
Dall’indagine con Ipsos Doxa un nuovo segnale sul disagio giovanile e sul bisogno di ascolto non giudicante.
Commenti