
Questo l'identikit dell'italiano malato di diabete, emerso dallo studio 'Promise-Dia' condotto su quasi 1.400 pazienti assistiti in 36 centri specialistici della Penisola. La ricerca, sostenuta da Sanofi-Aventis e presentata a Milano, conferma dunque lo stretto legame fra diabete di tipo 2 (il più diffuso) e obesità addominale: in particolare con il grasso viscerale, che riveste gli organi circostanti e che "insudicia arterie e capillari aumentando il rischio di infarto e ictus", avverte Riccardo Vigneri, past president della Società italiana di diabetologia (Sid) e della Società italiana di endocrinologia (Sie).
"I risultati della ricerca - spiega l'esperto - dimostrano che la valutazione del tessuto adiposo intraddominale permette di superare il valore dell'obesità generale, misurata dall'indice di massa corporea Bmi (Body mass index)". In altre parole, l''arma' davvero indispensabile allo specialista per garantire al suo paziente una terapia più efficace è il centimetro.




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