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L'industria del farmaco è alla ricerca di medici

Scaccabarozzi: "Abbiamo cominciato a studiare le competenze che ci serviranno nei prossimi dieci anni e abbiamo visto che ci sono diversi nuovi ruoli nell’industria farmaceutica, sia nell’ambito della ricerca sia in quello amministrativo"
Aziende

È il messaggio lanciato dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi alla platea di giovani medici e laureandi dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, intervenuto nel seminario "Il contributo dell’industria del farmaco alla salute dell’uomo: sfide e opportunità" giovedì 29 novembre a Roma. Un incontro introdotto dal rettore Raffaele Calabrò che ha ricordato la necessità di “conoscere meglio uno dei più rilevanti settori industriali d’Italia, il suo importantissimo valore sociale per la salute pubblica, ma anche le opportunità che può offrire dal punto di vista delle possibilità professionali”.

Con 65.400 occupati diretti e altrettanti nell'indotto, molti dei quali sotto i 35 anni e una forte presenza femminile, l'industria farmaceutica italiana ha raggiunto nel 2018 il primato in ambito Ue per la produzione e viaggia a gonfie vele continuando a vivere, dopo le crisi degli ultimi anni, una stagione di crescita fatta di dinamismo e innovazione continua.

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Servono soprattutto medici, ha spiegato Scaccabarozzi, nel mondo del farmaco: “Le direzioni mediche delle industrie farmaceutiche ne hanno un grande bisogno – ha sottolineato – per loro si profila un percorso di crescita straordinario”. Medici dunque, ma non solo: lo spazio c’è anche per le tante lauree scientifiche da Biologia a Chimica e Farmacia, fino ai settori umanistici come l’Economia e Giurisprudenza. E agli ingegneri che sono considerati sempre più importanti anche nell’industria farmaceutica.

Scaccabarozzi, manager di lungo corso e da quasi nove anni alla guida degli industriali del farmaco, ha raccontato se stesso e la sua storia in un incontro informale cui hanno partecipato anche il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Giorgio Minotti e numerosi responsabili di unità operativa del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

Nella sua lezione all’Università Campus Bio-Medico di Roma, Scaccabarozzi ha sottolineato il ruolo dell’industria farmaceutica nel Paese: un sistema di imprese di eccellenza che garantisce le migliori possibilità di cura grazie alla ricerca avanzata, l’accessibilità dei farmaci, l’eticità delle scelte. “A mio parere le nostre aziende hanno due grandi meriti: regalare vita grazie ai farmaci e ai vaccini e poi contribuire, come industria manifatturiera, alla crescita del Paese”. 

Dal 1951 ad oggi infatti ogni anno la popolazione italiana ha guadagnato 3 mesi di vita in più ogni anno, vale a dire che, rispetto alle vecchi generazioni, abbiamo guadagnato sei ore di vita in più ogni giorno. Negli ultimi dieci anni la mortalità in Italia è diminuita del 23 per cento, in media. E nei prossimi anni continuerà a diminuire. Sul fronte del contributo al Paese l’industria farmaceutica assicura 31.2 miliardi di euro di produzione e 2.8 miliardi di investimenti attraverso un complesso di circa 200 aziende attive in tutta Italia.

Un mondo, quello dell’industria del farmaco, che – attraverso le parole del Presidente Scaccabarozzi - ha aperto le sue porte agli studenti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e che trova nei laboratori di ricerca dell’Ateneo romano e nel suo Policlinico Universitario un ambiente che vive a stretto contatto con le dinamiche descritte. Una realtà che è quotidianamente a contatto con tematiche come il livello di spesa per i farmaci, l’appropriatezza delle terapie, le problematiche dell’ospedalizzazione e la cura delle malattie croniche.

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