
Un risultato verso il quale ci si sta avvicinando a grandi passi e che oggi appare ancora più raggiungibile grazie ai risultati ottenuti dai ricercatori dell'Istituto Europeo per le Ricerche sul Cervello (Ebri), voluto e presieduto dalla stessa Montalcini. Proprio all'Ebri, si è infatti ottenuta una variante della molecola Ngf che appare aprire la strada verso il nuovo farmaco: per il neurobiologo e direttore del laboratorio malattie neurodegenerative Ebri Antonino Cattaneo: ''l’obiettivo è arrivare ad un farmaco per la cura delle malattie neurodegenerative. Ma finora c'è stato un grande problema: Ngf è infatti una molecola che da un lato ha un'azione positiva sulle cellule del cervello, quelle che appunto muoiono nelle malattie neurodegenerative, ma che dall'altro ha anche un ruolo fisiologico di attivatore delle vie del dolore. Quindi, lavorando alla messa a punto di un farmaco basato su Ngf, il problema è evitare l'induzione di dolore''. Ma i ricercatori sono riusciti a trovare una soluzione: ''Stiamo sviluppando una variante di Ngf che mantiene le proprietà positive di azione sulle cellule del cervello rimuovendo però, con la modificazione di un singolo aminoacido, la capacitò di indurre dolore''. Per far questo, i ricercatori Ebri si sono ispirati ai pazienti affetti da una rara malattia genetica che rende insensibili al dolore: si è visto infatti che tali soggetti hanno una modifica nel gene dell'Ngf, e proprio studiando tale mutazione gli scienziati sono riusciti a caratterizzare una variante della molecola ribattezzata 'Ngf painless', ovvero 'Ngf senza dolore'.

Le ricerche pubblicate su Brain Sciences e Cortex utilizzano dati chirurgici e risonanza magnetica per approfondire la localizzazione delle funzioni cerebrali e l’organizzazione delle reti coinvolte nell’attenzione.



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