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Le Car-t si utilizzano anche per la cura dei tumori del sangue

Ematologia Redazione DottNet | 10/05/2019 18:21

In ematologia ci sono oggi farmaci nuovi, nuovi trattamenti immunoterapici con anticorpi particolari come quelli cosiddetti b-specifici

In ematologia ci sono oggi farmaci nuovi, nuovi trattamenti immunoterapici con anticorpi particolari come quelli cosiddetti b-specifici. Si affacciano anche le Car-t.  Queste terapie cellulari, che l'agenzia del farmaco europea Ema ha approvato il 27 agosto 2018, anche se in Italia non sono ancora disponibili (c'è un protocollo di accesso compassionevole , ci sono anche protocolli di studio) in genere oggi si possono utilizzare nella leucemia linfoblastica acuta del bambino e del giovane adulto, nel linfomi e in futuro verosimilente anche nel mieloma multiplo e nella leucemia linfatica cronica. Se n'è parlato in occasione conferenza nazionale di Roma "il paziente con neoplasie ematologiche" patrocinata da Ail, Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma che quest'anno ha come novità anche lo streaming.

"Aifa sta lavorando per renderle disponibili, abbiamo un po' di ritardo rispetto agli altri Paesi" dice Paolo Corradini, presidente della Società italiana di ematologia, spiegando che nel futuro c'è un aumento delle patologie trattate ma anche delle indicazioni per la stessa patologia.

Corradini fa riferimento innanzitutto a un "problema legato al fatto che ci devono essere dei centri che devono essere accreditati per poterlo fare. L'accreditamento è molto rigido, se entrassero in commercio domani non tutti potrebbero usarle". Poi sottolinea che "nell'ambito di indicazioni bisogna selezionare i pazienti che potranno averne il beneficio più grande e la tossicità più bassa. Non sono purtroppo la soluzione di tutti i problemi, un'opportunità in più in fase di malattia dove non avremmo altri trattamenti".

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Dell'importanza di "sostenere la ricerca, che ha messo nelle nostre mani farmaci molto potenti e specifici per i tumori oncoematologici" parla anche il presidente Ail Sergio Amadori.   Ail per i 50 anni ha realizzato un logo, "Mai più sogni spezzati"e Amadori spiega che bisogna dare al paziente "fiducia e speranza che con le terapie moderne e il supporto dei volontari e dei medici si possa ridurre il peso sociale, personale ed economico di queste malattie".

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