
In ematologia ci sono oggi farmaci nuovi, nuovi trattamenti immunoterapici con anticorpi particolari come quelli cosiddetti b-specifici
In ematologia ci sono oggi farmaci nuovi, nuovi trattamenti immunoterapici con anticorpi particolari come quelli cosiddetti b-specifici. Si affacciano anche le Car-t. Queste terapie cellulari, che l'agenzia del farmaco europea Ema ha approvato il 27 agosto 2018, anche se in Italia non sono ancora disponibili (c'è un protocollo di accesso compassionevole , ci sono anche protocolli di studio) in genere oggi si possono utilizzare nella leucemia linfoblastica acuta del bambino e del giovane adulto, nel linfomi e in futuro verosimilente anche nel mieloma multiplo e nella leucemia linfatica cronica. Se n'è parlato in occasione conferenza nazionale di Roma "il paziente con neoplasie ematologiche" patrocinata da Ail, Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma che quest'anno ha come novità anche lo streaming.
"Aifa sta lavorando per renderle disponibili, abbiamo un po' di ritardo rispetto agli altri Paesi" dice Paolo Corradini, presidente della Società italiana di ematologia, spiegando che nel futuro c'è un aumento delle patologie trattate ma anche delle indicazioni per la stessa patologia.
Dell'importanza di "sostenere la ricerca, che ha messo nelle nostre mani farmaci molto potenti e specifici per i tumori oncoematologici" parla anche il presidente Ail Sergio Amadori. Ail per i 50 anni ha realizzato un logo, "Mai più sogni spezzati"e Amadori spiega che bisogna dare al paziente "fiducia e speranza che con le terapie moderne e il supporto dei volontari e dei medici si possa ridurre il peso sociale, personale ed economico di queste malattie".
Con efanesoctocog alfa la profilassi settimanale nell’emofilia A consente livelli di FVIII superiori al 40%, migliorando protezione clinica e qualità di vita.
Lo studio ha confrontato la combinazione di tre farmaci - belantamab mafodotin, bortezomib più desametasone (BVd) - con la terapia attualmente d'elezione costituita da daratumumab, bortezomib e desametasone
I pazienti dovranno assumerlo ogni due settimane o, dopo un anno di terapia, una volta al mese: si tratta di un primo, notevole miglioramento della qualità della vita rispetto alle soluzioni attuali
Dal 10 all’11 ottobre riuniti nella Capitale alcuni tra i massimi esperti internazionali della patologia ematologica; atteso anche un saluto del compositore Giovanni Allevi
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
Con efanesoctocog alfa la profilassi settimanale nell’emofilia A consente livelli di FVIII superiori al 40%, migliorando protezione clinica e qualità di vita.
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