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Gli italiani temono il colesterolo ma 6 su 10 lo monitorano

Lo rivela un' indagine di Iqvia condotta su un campione di 1.000 italiani
Cardiologia

Gli italiani identificano i livelli di colesterolo alto tra i primi 3 fattori di rischio cardiovascolare, dopo l' ipertensione e al pari dell' iperglicemia. Oltre il 90% degli intervistati ritiene infatti il colesterolo alto rischioso o molto rischioso. Ma nonostante vi sia una diffusa conoscenza sul tema, solo 6 intervistati su 10 hanno fatto un controllo nell' ultimo anno: di questi, il 61% non ricorda i propri valori e oltre un terzo di chi li ricorda ha un' errata percezione del proprio rischio: dichiara di avere il colesterolo nella norma, ma cita valori sopra soglia.

Lo rivela un' indagine di Iqvia condotta su un campione di 1.000 italiani. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo, cui viene correlato il 31% dei decessi. Anche in Europa le principali cause di morte sono aterosclerosi e attacco ischemico, pari negli over 75 al 42% delle donne e al 38% degli uomini. L' ipercolesterolemia si colloca tra i principali fattori di rischio cardiovascolare, e la prevenzione primaria - come recentemente ribadito dalle nuove linee guida Esc/Eas - rappresenta il primo passo per la gestione delle dislipidemie, andando ad agire sui fattori modificabili quali stile di vita e alimentazione.

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"La consapevolezza degli italiani sulle tematiche cardiovascolari - spiega Isabella Cecchini, Head of Primary Market Research Iqvia - sta aumentando negli ultimi anni. Tra gli intervistati emerge una diffusa conoscenza sui rischi dell' ipercolesterolemia e sulle principali cause, identificate negli stili di vita in primis (alimentazione e sedentarietà) e nella familiarità. Tuttavia, la conoscenza è generica e la percezione del proprio rischio di ipercolesterolemia è molto bassa. Abbiamo infatti rilevato una bassa conoscenza dei valori soglia e dei propri valori e una diffusa sottovalutazione del rischio personale. Si conferma la necessità di rafforzare la percezione del rischio personale legato al colesterolo alto, in particolare del ruolo del colesterolo Hdl e Ldl e delle possibilità di prevenzione, così da favorire stili di vita salutari". alla ricerca Iqvia emerge inoltre che il 73% degli intervistati conosce gli integratori alimentari per il controllo e la riduzione del colesterolo. Il 52% di chi ha il colesterolo alto, infatti, li usa per controllarlo/ridurlo, mentre il 16% di chi ha valori nella norma, li usa per prevenirlo.

"Un corretto stile di vita, è il primo, fondamentale passo nella gestione delle dislipidemie - sottolinea Alberico Catapano, professore ordinario di farmacologia presso il Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell' università degli Studi di Milano. Questo include, come ribadito nelle nuove linee guida Esc/Eas per la gestione del rischio cardiovascolare, presentate nei giorni scorsi a Parigi, l' utilizzo di integratori contenenti riso rosso fermentato che può essere preso in considerazione in soggetti a basso rischio cardiovascolare. Una recente review attesta che l' assunzione di 3mg/die di monacolina K, presente nel riso rosso fermentato, porta a una chiara e significativa riduzione del rischio cardiovascolare".

"La possibilità di assumere un integratore specifico che combini diverse sostanze con azione sul colesterolo, come riso rosso fermentato, berberina, policosanoli, con ingredienti quali astaxantina, coenzima Q10 e acido folico - evidenzia Matteo Pirro, direttore Sc Medicina interna dell' università degli Studi di Perugia - permette di sfruttare l' azione complementare dei singoli componenti e ottenere una riduzione significativa dei livelli di colesterolo Ldl. E' importante sottolineare come sia chiara la necessità di orientare correttamente il consumatore non solo verso prodotti con una precisa composizione quali-quantitativa supportati da studi clinici, ma anche che rispettino elevati standard di qualità"

Il 60% degli intervistati identifica nel medico di medicina generale e nello specialista, seguiti dal farmacista (55%), le figure chiave in grado di fornire le corrette informazioni riguardo l' assunzione di integratori per il colesterolo, in un quadro di prevenzione del rischio cardiovascolare. Molto elevate le attese di informazione: 3 italiani su 4 sono interessati ad avere informazioni sui rischi, le cause e le strategie di prevenzione dell' ipercolesterolemia. "Siamo in prima fila nel sostenere e migliorare le conoscenze dei cittadini in fatto di salute - afferma Micaela Clemente, farmacista - Il farmacista è un attore privilegiato nei rapporti con il cittadino e nella promozione e aderenza ai comportamenti e stili di vita corretti e salutari, anche per il controllo del colesterolo".

In occasione del lancio del nuovo sito armolipid.it, Mylan ha avviato un progetto con l' obiettivo di promuovere un corretto stile di vita, a partire dall' alimentazione. In collaborazione con la food blogger Sonia Peronaci, è stato realizzato un booklet di ricette per un sano stile di vita. Il booklet sarà distribuito a livello nazionale nelle farmacie aderenti all' iniziativa e scaricabile dal sito armolipid.it, insieme alle video-ricette realizzate da Sonia Peronaci. "Da sempre Mylan è attenta ai bisogni e alle necessità di pazienti e consumatori, anche portando in evidenza le cattive abitudini in fatto di salute come emerso dalla ricerca presentata oggi - dichiara - Fabio Torriglia, amministratore delegato di Mylan Italia - Quest' anno supportiamo diverse attività di sensibilizzazione, così da coinvolgere in maniera virtuosa gli specialisti del settore, medici e farmacisti, e i consumatori. Promuoviamo così un dialogo diretto fra tutti gli attori del sistema per accrescere la conoscenza e la consapevolezza sui corretti stili di vita da adottare per il proprio benessere da cui può conseguire una reale trasformazione culturale". 

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