
Le famiglie americane hanno adottato almeno 250mila bimbi nati all'estero negli ultimi 15 anni, molti provenienti da orfanotrofi o altri istituti con poche risorse economiche, dove probabilmente sono stati sottoposti a un programma di immunizzazioni incompleto, scrivono gli studiosi. In alcuni casi i dati esistono e finora erano considerati validi, ma i ricercatori sottolineano che ci sono motivi di sospettare che possano riflettere un'immunizzazione non accurata o completa. Il team ha ottenuto le schede di 565 bimbi visitati per problemi medici all'International Adoption Clinic tra il 2001 e il 2006, per lo più provenienti da Russia, Cina e Guatemala. Dati sulle vaccinazioni erano disponibili per 397 piccoli. I ricercatori hanno ottenuto campioni di sangue, sottoponendoli poi ad analisi in cerca dell'immunizzazione contro difterite, tetano, epatite B, morbillo e polio. Ebbene, dall'esame emerge che i bimbi cinesi sono meno inclini a presentare un'immunizzazione rispetto a quelli russi. Inoltre il 5,5% dei piccoli adottati presentava malnutrizione acuta e il 15,4% una forma cronica, elementi che possono influire sulla risposta ai vaccini. "I nostri risultati suggeriscono che il valore predittivo dei dati di immunizzazione nelle adozioni internazionali può essere associato con il Paese di origine". I ricercatori, infine, mettono in guardia contro certificati falsificati, inaccuratezza dei cicli vaccinali o mancanza di potenza del siero.




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