I bimbi adottati da Paesi come Russia, Cina e Guatemala possono non essere sempre protetti contro polio, morbillo o altre malattie, nonostante i certificati indichino che sono stati vaccinati. A sollevare dubbi sulla documentazione sanitaria dei piccoli arrivati negli Stati Uniti attraverso adozioni internazionali è uno studio condotto dal team di Emaculate Verla-Tebit, della Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland, pubblicato su 'Archives of Pediatrics & Adolescente Medicine'.
Le famiglie americane hanno adottato almeno 250mila bimbi nati all'estero negli ultimi 15 anni, molti provenienti da orfanotrofi o altri istituti con poche risorse economiche, dove probabilmente sono stati sottoposti a un programma di immunizzazioni incompleto, scrivono gli studiosi. In alcuni casi i dati esistono e finora erano considerati validi, ma i ricercatori sottolineano che ci sono motivi di sospettare che possano riflettere un'immunizzazione non accurata o completa. Il team ha ottenuto le schede di 565 bimbi visitati per problemi medici all'International Adoption Clinic tra il 2001 e il 2006, per lo più provenienti da Russia, Cina e Guatemala. Dati sulle vaccinazioni erano disponibili per 397 piccoli. I ricercatori hanno ottenuto campioni di sangue, sottoponendoli poi ad analisi in cerca dell'immunizzazione contro difterite, tetano, epatite B, morbillo e polio.
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