
Essi includono la rarità della malattia (si conta infatti circa un caso su un milione) la variabilità delle manifestazioni, con sette fattori caratteristici, la disabilità acuta, sempre grave, e l’incertezza delle cause, fattori questi che ne rendono difficile il trattamento. Le esigenze mediche attuali sono quelle di avere un team multidisciplinare integrato, disponibile in caso di emergenza e con una formazione in continua evoluzione. In ogni caso il pilastro della terapia medica per questa patologia è stata la flunarizina, farmaco antiepilettico già utilizzato per il 50% dei pazienti che soffrono di epilessia, che tenta di evitare situazioni critiche provocando rapidamente il sonno quando gli attacchi cominciano a manifestarsi. Con questo studio è stata ben illustrata la diagnosi, e la gestione di questa complessa situazione che oltre a interessare i bambini, diretti interessati, coinvolge anche i loro genitori e i pediatri che devono essere abili nel distinguere queste manifestazioni da quelle dell’ emicrania e dell’epilessia.




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