
Tra tutti i fattori di rischio ipertensione, fumo di sigaretta, dislipidemia, diabete, ecc... l'età è quello sul quale il medico non può fare nulla. Oppure no. In questo articolo brillante pubblicato su 'The Lancet' viene ribaltato il concetto di età a rischio e viene proposto un nuovo modo di vedere le cose. Le statistiche sono chiare, con l'avanzare dell'età il rischio di trasformare delle placche aterosclerotiche in bombe ad orologeria aumenta in maniera esponenziale. E' per tale motivo che gli sforzi della medicina preventiva sono focalizzati a questi gruppi di persone. Di fatto se un paziente ha 270 mg/dl di colesterolo totale ed ha 40 anni, ha un rischio medio basso di avere infarto ma se ha 60 o 70 anni il suo rischio è molto maggiore. Per ora si è cercato di trattare in prevenzione primaria solo i pazienti che sono ad alto rischio dunque i più anziani con fattori di rischio; ma gli autori del lavoro suggeriscono che sia troppo tardi. Infatti fino ad ora risulta che per troppo tempo le arterie dei pazienti siano state esposte a fattori di rischio per gran parte della vita fino ad arrivare all'età in cui è probabile l'alto rischio; dunque il soggetto deve essere sottoposto alla terapia preventiva.




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