Medicina territoriale: Case di comunità collegate agli Mmg, numero unico, telemedicina

Medicina Generale | Redazione DottNet | 31/03/2022 21:06

In via di approvazione il Dm 71 con i nuovi standard per l’assistenza sanitaria sul territorio. Tutte le novità per il medico

Solo la Campania si è opposta al via libera per i nuovi standard della medicina territoriale. Ma ciò non impedirà l'approvazione d'obbligo del documento entro il prossimo 16 aprile, un passaggio fondamentale per applicare il Pnrr che nella fattispecie eroga 10 miliradi ai medici di famiglia e alle strutture. Al di là delle beghe economiche (il no di De Luca  verteva però sul piano politico, ovvero la richiesta di maggiori risorse, soprattuto per il personale, per attuare quanto previsto dal provvedimento. I problemi quindi non erano di natura tecnica su cui l’assenso tra le Regioni è unanime), il contenuto del documento resta rilevante per comprendere appieno il futuro della medicina generale e soprattutto ciò che aspetta i pazienti.

I dettagli

Il testo preveder un distretto ogni 100mila abitanti, un hub ogni 40mila abitanti e un maggior numero di case di comunità per la medicina di gruppo. E poi l'unità di continuità assistenziale (in pratica le ex Usca) con un medico e un infermiere ogni 100mila abitanti. Non spariranno gli studi dei medici di famiglia (definiti spoke delle Case della Comunità) che saranno collegati in rete per garantire aperture h12 sei giorni su sette. All'interno del Distretto vi saranno poi gli Ospedali di Comunità con un forte assistenza infermieristica e saranno decisivi ad esempio per la presa in carico dei pazienti nelle fasi post ricovero ospedaliero o in tutti quei casi dove c’è bisogno di una particolare assistenza vicino al domicilio del paziente. Nel nuovo sistema un forte ruolo rivestiranno gli infermieri di famiglia. Nella case di comunità ci saranno dai 7 agli 11 infermieri,  un assistente sociale, da 5 a 8 tra operatori sociosanitari ed amministrativi. I medici di famiglia che opereranno all'interno si prenderanno in cario cronici e fragili, coordinandosi con dipartimenti di salute mentale, consultori ed altra offerta territoriale. Per offrire un servizio completo dovranno avere un punto prelievi, un medico H24 sette giorni su sette, infermieri sulle 12 ore, apparecchi di diagnostica strumentale (ecografo, spirometro, retinografo, elettrocardiografo), specialisti per le visite (cardiologo, pneumologo, diabetologo etc), sistema integrato di prenotazione, collegamento con casa di comunità di riferimento; Il coordinamento sarà affidato alle Centrali operative territoriali dotate di un numero di assistenza territoriale europeo 116117 che i cittadini potranno chiamare per richiedere tutte le prestazioni sanitarie e sociosanitarie a bassa intensità assistenziale. Vengono poi fissati gli standard per l'assistenza domiciliare e viene definito l'utilizzo dei servizi di Telemedicina. Un compito importante lo avranno anche le farmacie identificate come presidi sanitari.

L'UCA assisterà pazienti dimessi a domicilio e non prendibili in carico dall'ospedale di comunità, supporterà l'assistenza domiciliare integrata, gestirà accessi a pazienti infettivi nei focolai epidemici ed attuerà programmi di prevenzione domiciliari e nelle Rsa nonché in "comunità difficili da raggiungere"; l'assistenza domiciliare integrata dovrà gradualmente prendere in carico il 10% dei pazienti sotto i 65 anni, nella "casa come primo luogo di cura", e le cure a casa saranno erogate secondo 4 livelli di complessità, uno base e tre fissati da valutazioni multidisciplinari che presuppongono interventi integrati ma che avranno sempre il medico di famiglia o pediatra il responsabile clinico (ed i flussi informativi andranno tutti monitorati).

L’Ospedale di Comunità è una struttura sanitaria di ricovero breve che afferisce alla rete di offerta dell’Assistenza Territoriale e svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, con la finalità di evitare ricoveri ospedalieri impropri o di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni sociosanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell’autonomia e più prossimi al domicilio.
Standard:
- almeno 1 Ospedale di Comunità dotato di 20 posti letto ogni 100.000 abitanti.
- 0,4 posti letto per 1000 abitanti da attuarsi in modo progressivo secondo la programmazione regionale.
Standard minimo di personale per 1 Ospedale di Comunità dotato di 20 posti letto:
7- 9 Infermieri, 4-6 Operatori Sociosanitari, almeno 1-2 unità di Altro personale sanitario e un Medico per almeno 4,5 ore al giorno 6 giorni su 7.

Telemedicina

La telemedicina è una modalità di erogazione di servizi e prestazioni assistenziali sanitarie sociosanitarie a rilevanza sanitaria a distanza, abilitata dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e utilizzata da un professionista sanitario per fornire prestazioni sanitarie agli assistiti (telemedicina professionista sanitario – assistito) o servizi di consulenza e supporto ad altri professionisti sanitari (telemedicina professionista sanitario – professionista sanitario). La telemedicina rappresenta un approccio innovativo alla pratica sanitaria, già consolidato in diversi ambiti sanitari, consentendo - se inclusa in una rete di cure coordinate - l’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie a distanza attraverso l’uso di dispositivi digitali, internet, software e delle reti di telecomunicazione.

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