
La tecnica consentirà il miglioramento della fase diagnostica della malattia, grazie all'utilizzo delle apparecchiature per la determinazione del C1 inibitore funzionale
Il Centro emofilia e trombosi dell' Aou di Sassari ha messo a punto una nuova metodica per la diagnosi dell'angiodema ereditario. La tecnica consentirà il miglioramento della fase diagnostica della malattia, grazie all'utilizzo delle apparecchiature per la determinazione del C1 inibitore funzionale, già in uso nella struttura di Malattie della Coagulazione, diretta da Lucia Anna Mameli. L'angioedema ereditario è una malattia rara, caratterizzata dalla comparsa di gonfiori improvvisi della cute, delle mucose e degli organi interni. Questi gonfiori possono essere anche fatali in alcuni casi, per il pericolo di soffocamento nel caso di comparsa di edema della glottide se non si interviene tempestivamente.
Oltre 9mila pazienti coinvolti. FedEmo e istituzioni: molti centri reggono su pochi medici prossimi al pensionamento. Urgente rafforzare formazione e percorsi dedicati.
Con efanesoctocog alfa la profilassi settimanale nell’emofilia A consente livelli di FVIII superiori al 40%, migliorando protezione clinica e qualità di vita.
Lo studio ha confrontato la combinazione di tre farmaci - belantamab mafodotin, bortezomib più desametasone (BVd) - con la terapia attualmente d'elezione costituita da daratumumab, bortezomib e desametasone
I pazienti dovranno assumerlo ogni due settimane o, dopo un anno di terapia, una volta al mese: si tratta di un primo, notevole miglioramento della qualità della vita rispetto alle soluzioni attuali
Al Bambino Gesù il percorso che ha portato allo sviluppo e all’introduzione clinica dell’editing del genoma, oggi disponibile nel Servizio sanitario nazionale
Dallo studio di fase 1 segnali incoraggianti anche senza chemioterapia preparatoria
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