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Il modo migliore per far emergere le donne è offrire loro le stesse occasioni di “crescita" degli uomini

Il prossimo 30 giugno Catania ospiterà la terza edizione della conferenza mondiale organizzata da iWIN
Professione

Le pandemie COVID-19, SARS ed ebola hanno fatto conoscere meglio il lavoro degli anestesisti rianimatori che ogni giorno affrontano enormi sacrifici. Ma che impatto ha questa carriera nella vita delle donne medico e delle infermiere che decidono di lavorare in prima linea? Che ripercussioni ha avuto questa pandemia sui giovani che vorrebbero lavorare nei reparti di rianimazione? La terapia intensiva è un mondo che combina tecnologia, ricerca e innovazione. Per un giovane medico la rianimazione rappresenta una disciplina dinamica e in continuo divenire e racchiude aspetti della "cura" nel senso più nobile del termine, avvicinandosi al malato che soffre un dolore incurabile o una patologia terminale.

Questo costituisce un elemento molto caro alle donne che hanno naturalmente un carattere empatico e un' intelligenza affettiva capace di trovare soluzioni creative ed efficaci a queste problematiche. La terapia intensiva è, contemporaneamente, un ambiente di altissima specializzazione, tecnologia e in cui l’utilizzo dei ventilatori, delle pompe da infusione, da nutrizione, della dialisi, dell’ecografia, di nuovi farmaci rendono molto affascinante e stimolante il lavoro quotidiano. Ma come fare a conciliare una professione con la P maiuscola con la volontà di essere donna con la D maiuscola? Nel 2019, nei Paesi occidentali, le donne iscritte alla facoltà di medicina e chirurgia erano circa il 70-80% ma solo un 40% alla specializzazione in anestesia. Nei Paesi dove l’anestesia rappresenta una disciplina separata rispetto alla rianimazione, la percentuale delle donne che sceglie di lavorare in terapia intensiva si avvicina al 30% del totale degli iscritti annui. Nel 2017, le donne autrici di articoli scientifici, editrici di riviste scientifiche, dirigenti di aziende farmaceutiche o di biotecnologia, redattrici di linee guida e raccomandazioni nel campo dell’anestesia e della rianimazione erano meno del 10% e ad alcuni congressi internazionali il numero delle relatrici era inferiore al 5%. Numeri che diminuiscono tra le donne delle minoranze etniche.

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Ciò significa che le modalità lavorative sono dettate da comitati principalmente costituiti da uomini, a fronte di una cura a letto del malato fornita da medici o infermieri che sono principalmente donne. La biotecnologia, disegnata per il 68% da ingegneri uomini, è usata nel 70% da giovani donne infermiere e medici impegnati al letto del malato. Ma perché si è giunti a un gap così importante in questo settore della medicina? Cosa fare? Una prima risposta nasce da iWIN, "The International Women in Intensive and Critical Care Network". I valori di iWIN sono nell’acronimo IDEAL. I indica "Innovation," espressione del desiderio di cambiamento e di collaborazione con industrie, start-up di biotecnologia, compagnie di IT che promuovono formazione a livello internazionale e in aree in via di sviluppo; D corrisponde a "Diversity"; la lettera E a "Equality", non solo in ambito lavorativo ma anche nella ricerca, nella rappresentanza a congressi e nell’assegnazione di premi e borse di studio; A per "Advocacy" indica la necessità di supporto reciproco e a formare una squadra, cosa non sempre facile per le donne; la L per Leadership, indica ispirazione per nuove generazioni a trarre esempio da altre donne che hanno raggiunto posizioni apicali. iWIN nasce a Barcellona nel 2017 nella forma di un gruppo di studio internazionale unito dalla "Barcelona declaration for equality and diversity".

Nel 2019 viene istituito un comitato per l’organizzazione del congresso iWIN con sede nel Mediterraneo per rafforzare il concetto che, seppur partendo dal problema delle donne, il comitato ha l’ambizione di esplorare anche le difficoltà riscontrate dalle minoranze. Nel 2020 si svolge il primo webinar diviso in tre parti: leadership, innovation e support con il patrocinio della Federazione mondiale di terapia intensiva, la Società australiana, neozelandese, canadese, spagnola e italiana di anestesia e rianimazione. La 3° edizione di iWIN avrà luogo il prossimo 30 giugno e 1 luglio a Catania. E’ possibile iscriversi all’evento su www.iwinideal.com. La conferenza prevede gruppi di studio e tavoli tecnici, composti da piccoli team selezionati, per l’elaborazione di semplici e fattibili progetti. Il documento riassuntivo del Congresso verrà proposto poi a riviste scientifiche per la pubblicazione. La formula dell’evento è estesa a integrare anche altre professioni.

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