
Le associazioni di pazienti dopo il confronto tra Ministero della Salute e Aifa sulla sostenibilità del Ssn.
Le associazioni dei malati oncologici e delle persone con malattie rare intervengono nel dibattito sulla spesa farmaceutica, ribadendo che le politiche di contenimento non devono tradursi in un ostacolo all’accesso alle terapie innovative. Evocato lo spettro dei "tagli lineari" alla spesa farmaceutica, le associazioni pazienti si uniscono nel presidiare il diritto di accesso alle cure e - quello meno definito ma non meno importante - all’innovazione farmaceutica.
In una nota congiunta, FAVO e Uniamo prendono così posizione dopo il confronto pubblico tra il Ministero della Salute e l’AIFA sull’andamento della spesa farmaceutica.
"Ogni decisione di contenimento della spesa farmaceutica, esclusivamente per ragioni di bilancio, comporta un ridotto o mancato accesso all’innovazione terapeutica, negando il diritto alla salute a milioni di persone malate", affermano le due federazioni.
Spesa e accesso all’innovazione
Secondo le associazioni, l’analisi della spesa è sì necessaria per garantire appropriatezza e trasparenza, ma non può trasformarsi in un ostacolo all’accesso equo e tempestivo ai farmaci innovativi e salvavita.
"L’Italia, ad oggi, è il secondo Paese europeo per disponibilità di farmaci dopo l’approvazione di Ema. Questo ha garantito la possibilità a migliaia di persone di potersi curare ed accedere alle più recenti innovazioni farmacologiche", sottolineano.
L’accesso alle nuove terapie, ricordano, può incidere in modo determinante sul decorso della malattia, sulla qualità della vita e sulla stessa sopravvivenza.
Collaborazione istituzionale e programmazione
Favo e Uniamo auspicano una "strettissima collaborazione fra tutti gli organi istituzionali" – Ministero della Salute, Aifa, Iss e Regioni – nonché un confronto aperto con i produttori, ritenuto fondamentale per una contrattazione basata su dati consolidati rispetto ai possibili beneficiari.
Viene richiamato anche il ruolo dell’horizon scanning come strumento per orientare la programmazione della spesa, partendo dai centri di riferimento che hanno in carico i pazienti.
"Ciò che non è accettabile è che un domani si neghi una terapia a un malato solo perché considerata troppo costosa per il sistema", affermano le associazioni, richiamando anche le difficoltà emerse durante la fase più acuta della pandemia.
Il tema, come è evidente, è destinato a rimanere per molto tempo sull’agenda poiché si inserisce nel più ampio confronto tra sostenibilità finanziaria e diritto all’accesso alle cure, che in questi giorni è tornato al centro del dibattito istituzionale. Creando non pochi attriti tra i due grandi player: Ministero della salute da una parte e AIFA dall’altra.
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