
Dallo sciopero alla pressione sul Parlamento. Il Sindacato Medici Italiani ha scritto a tutti i deputati della Commissione Affari sociali della Camera chiedendo la rapida calendarizzazione della petizione n. 1451 sulla riforma della medicina generale, che ha già raccolto oltre 11.300 firme tra cittadini e professionisti.
La petizione, presentata il 26 luglio e assegnata alla XII Commissione nella seduta del 9 settembre, chiede interventi legislativi e finanziari sulla medicina generale. Al centro della piattaforma ci sono l'abolizione del ruolo unico, lo stop alle ore obbligatorie nelle Case di Comunità, il rilancio della Medicina dei Servizi e il passaggio della formazione specifica in medicina generale all'università.
Smi: "Vincoli da dipendenti senza le stesse tutele"
Nella lettera inviata alla Camera il sindacato torna in particolare sugli effetti dell'ultimo accordo collettivo nazionale. Secondo Smi, lo stralcio dell'ACN sottoscritto a giugno avrebbe accentuato uno squilibrio nel rapporto di lavoro dei medici convenzionati.
Il sindacato sostiene che ai professionisti vengano imposti vincoli assimilabili a quelli del lavoro subordinato, come il potere delle aziende nella gestione dei turni, senza il riconoscimento delle corrispondenti tutele su malattia, infortuni, ferie e maternità.
Tra i punti più contestati resta il cosiddetto "debito orario": l'obbligo per i medici di medicina generale di svolgere fino a sei ore settimanali nelle Case di Comunità. Smi chiede che questa attività venga invece regolata attraverso contratti orari autonomi, flessibili e ad adesione volontaria.
Il sindacato torna inoltre a chiedere il superamento del ruolo unico, introdotto dalla legge Balduzzi, e il potenziamento della Medicina dei Servizi per garantire la presenza dei professionisti nelle strutture territoriali.
Formazione universitaria per i medici di famiglia
Il quarto punto riguarda la formazione. Smi propone di trasferire il percorso di medicina generale nell'ambito universitario, con l'istituzione di una specializzazione e il riconoscimento dell'equipollenza per i professionisti che abbiano già maturato almeno cinque anni di esperienza.
La richiesta di accelerare l'esame della petizione viene collegata dal sindacato ai provvedimenti sanitari attesi in Parlamento nei prossimi mesi, dalla legge di Bilancio alla delega sulle professioni sanitarie fino alla riorganizzazione dell'assistenza territoriale e ospedaliera.
"Riteniamo fondamentale che la Commissione Affari Sociali affronti questi temi in tempi brevissimi", scrive la segretaria generale Pina Onotri, chiedendo la "formale e sollecita calendarizzazione" della petizione.




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